Gazzetta di Modena

in scena Ambrogio Sparagna 

«Nel borgo di Gombola scopriamo la ricchezza della musica popolare»

Laura Solieri
«Nel borgo di Gombola scopriamo la ricchezza della musica popolare»

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Laura Solieri

GOMBOLA. La musica di Ambrogio Sparagna, in scena con alcuni solisti dell’Orchestra Popolare Italiana dell’Auditorium Parco della Musica di Roma, abita la prima serata di Trasparenze Festival a Gombola, stasera alle 22, con un viaggio curioso nella musica italiana tra serenate e ballate, ninne nanne e tarantelle d’amore, ritmi frenetici e saltarelli.

Il concerto “Viaggio in Italia - La musica e balli del Belpaese” - di e con Ambrogio Sparagna, Anna Rita Colaianni ed Erasmo Treglia - è un’occasione speciale per conoscere più da vicino un patrimonio musicale ed anche una festa realizzata ascoltando ritmi, melodie, lingue regionali e strumenti musicali curiosi che hanno fatto la storia culturale del Belpaese.

Sparagna, nel repertorio di stasera non mancheranno arie di villanelle e romanze ed anche alcuni brani legati alla tradizione popolare.

«Si tratterà di un simbolico viaggio in Italia, metafora della transumanza: come un tempo i pastori attraversavano l’Appennino dal nord al sud, anche noi attraverseremo simbolicamente il nostro paese raccontando alcune storie e situazioni, anche attraverso alcuni passi dedicati alla grande poesia popolare e in particolare alla poesia d’arte di Dante che accompagnava il viaggio di tanti pastori nella loro transumanza. Ci sarà una serie di brani legati a questo cammino con la presenza di alcune terzine dantesche, possibilità di rappresentare un’antica tradizione che aveva una grandissima funzione nell’Italia rurale, almeno fino a 50 anni fa».

Stasera sarete in un luogo particolare, il Borgo di Gombola.

«Vengo da un’esperienza di cammino a piedi sull’Appennino attraverso il cosiddetto Cammino di Dante, da Firenze fino a Ravenna, attraverso luoghi con caratteristiche di grandissimo dominio dell’ambiente naturale, luoghi con una pertinenza essenziale con la musica che noi facciamo, legata alla natura, al ciclo del tempo, al valore della narrazione».

Lei è uno dei più importanti musicisti della musica popolare europea. A quale progetto sta lavorando in particolare in questo periodo?

«Quest’anno lo sto dedicando a raccontare il mondo popolare legato alla civiltà contadina che a mio avviso può rappresentare un valido modello di riscoperta per un’Italia che deve ricostruire se stessa dopo l’esperienza della pandemia. Appoggiarci a questa idea di comunione che contraddistingueva il mondo di un tempo, che vedeva nell’uso della musica e della poesia un segno di incontro ed esperienza condivisa, oggi più che mai può rappresentare una risposta da cogliere e ogni occasione dove posso ribadire questo segno per me è importante».

Cosa non si conosce ancora abbastanza del grande patrimonio della musica popolare europea?

«Una delle cose che abbiamo sottovalutato di questo mondo è la sua capacità di esercitare il senso dell’ascolto. Nella cultura popolare la cosa importante era sapere ascoltare perché trattandosi di tradizione orale se non riuscivi a percepire il valore di quello che uno declamava, non potevi ricordare e tramandare. Oggi questa facoltà l’abbiamo persa completamente, siamo diventati quasi sordi nel recepire chi abbiamo davanti e quando non riusciamo ad ascoltare, non riusciamo nemmeno a comprendere e ad accettare l’altro».

C’è interesse e fermento da parte delle nuove generazioni verso questo tipo di musica?

«L’Italia rappresenta un caso eccezionale in Europa: l’atteggiamento dei giovani nei confronti della musica popolare è di grande curiosità e interesse. Molti vedono nella musica popolare un antidoto alla cosiddetta musica di “plastica”, commerciale, priva di anima. Tanti giovani che studiano al conservatorio strumenti più classici poi si avvicinano a strumenti tradizionali».

Il prezzo del biglietto intero è di 10 euro, mentre è di 7 euro ridotto per under 25, corsisti Teatro dei Venti, abitanti di Gombola e Polinago e 4 per i ragazzi fino ai 12 anni. Info su www.trasparenzefestival.it —

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