Gazzetta di Modena

Gombola diventa un teatro: un dialogo tra arte e territorio

L.S.
Gombola diventa un teatro: un dialogo tra arte e territorio

Oggi nel borgo un ricco programma di spettacoli con Trasparenze Festival Andrea Cosentino e “Fake Folk”: «Sarà un nuovo modo di stare insieme»

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GOMBOLA. Oggi continua Trasparenze Festival nel borgo di Gombola, creando una connessione tra città e Appennino alla scoperta del territorio.

Si inizia con lo spettacolo “Abitare la terra” di Silvio Castiglioni, nel bosco, alle ore 6 con replica alle 15; alle ore 11 è la volta della presentazione del libro di Oliviero Ponte di Pino “Un teatro per il XXI secolo. Lo spettacolo dal vivo ai tempi del digitale”, occasione per dialogare sui progetti in corso e sulle possibili connessioni con il territorio, con amministratori locali e con il direttore artistico Stefano Tè.

Alle ore 20 Andrea Cosentino terrà un incontro col pubblico e alle 22.30 presenterà “Fake Folk”, un progetto di riconquista critico-carnevalesca della piazza e del folklore attraverso le nuove tecnologie, con Cosentino, Alessandra De Luca, Lorenzo Lemme, Nexus, produzione Cranpi.

Cosentino, partiamo da questo titolo divertente e provocatorio: Fake Folk. Cosa richiama?

«Una finta festa tradizionale, ovvero una performance itinerante fatta di teatro, cabaret, musica, danza, video, e al contempo un gioco di ruolo che coinvolge i partecipanti nella reinvenzione dei propri usi e costumi: una riflessione su come oggi convivono le identità locali con un immaginario reso sempre più omologato dalla globalizzazione. Si tratta della presa in giro di un certo modello di folklore per decretare il funerale della festa tradizionale e creare sulle sue ceneri un momento di festa contemporanea plausibile, scanzonata e postmoderna».

Si tratta di una proposta in cui gli spettatori sono coinvolti in prima persona.

«Sì, vogliamo reinventare una nuova possibilità di stare insieme in piazza, creare qualcosa di diverso a cui più che assistere, si partecipa; l’ambizione maggiore è costruire una comunità che si incontra in piazza».

La performance è progettata per dialogare con i luoghi in cui si svolge, in questo caso il borgo di Gombola. In cosa consiste la fase preparatoria?

«Prima ci rechiamo sempre a fare delle interviste alle persone anziane del paese, a farci raccontare delle loro feste tradizionali che poi inseriamo, rivisitandone la narrazione, nello spettacolo. È un modo per rimasticare le memorie del territorio con l’ambizione di contenere nella nostra performance anche qualcosa di vero, di reale».

Da giovanissimo si è indirizzato verso il teatro di ricerca, frequentando anche un laboratorio con Dario Fo presso la Libera Università di Alcatraz di Gubbio. Che ricordo ha di lui?

«Avevo 17 anni e avevo appena terminato il liceo classico; volevo fare il registra cinematografico e tramite Dario ho scoperto che un attore che sta in scena può essere molto di più di un attore. Attraverso la drammaturgia del corpo e della parola, ho capito che si poteva essere autori di qualcosa di importante oltre che di buffo, di fresco e di popolare in senso alto, anche stando in scena e non necessariamente dietro a una cinepresa o scrivendo parole sui libri. Dario Fo è stato un grande maestro, ho di lui un ricordo molto affettuoso».

A cosa sta lavorando in questo momento?

«Ho nel cassetto un progetto sull’Alzheimer e la fisica quantistica, sulla concezione del tempo. Ho fatto diversi studi prima dell’arrivo della pandemia e li riprenderò appena possibile, anche se ora mi piace andare nei territori e proporre qualcosa che sia oltre lo spettacolo, che sia festa».

La giornata di oggi prevede anche alle 20.30 la diretta radio di Pionieri dell’Invisibile, coordinata da Francesco Chiantese, Vittorio Continelli e Stefano Tè e con la partecipazione degli attori del progetto “Passione”.

A seguire, alle 21.30 “Pragma” di Teatro Akropolis uno studio sul mito di Demetra. La serata si conclude con il concerto di Ayom, che segue lo spettacolo di Cosentino, un viaggio tra le sonorità brasiliane, tropicali, afrolatine e afrolusitane suonate con una carica irresistibile.

Info: www.trasparenzefestival.it —



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