Astrofotografie di Briganti e sculture surreali firmate da Mariani
MONTESE. Fotografia digitale e analogica, nonché scultura nella mostra, fino al 21 agosto, al Forum Artis Museum di Montese. Nella Rocca sono esposte le immagini di Lia Brignanti, che è anche critica d’arte. Si tratta di “astrofotografie” perché l’artista di Cesenatico esplora l’universo nella manifestazione di fenomeni celesti. Tanti piccoli e significativi documenti che evidenziano la sua pratica di osservazione del cielo. Ecco allora “Eliosfera. Il transito di Mercurio”, “Grande nube di Magellano”, “Vento solare e proiezione di buco nero”, “Due Soli. Il labirinto della rosa”, “Buco bianco”… che evocano l’incanto di un viaggio nel cosmo. Suggestive le immagini dell’eliosfera, di macchie solari e facole.
«Lo sguardo lungo della videocamera diventa – nota Fabio Tedeschi – per Lia un ideale ponte per le insondabili e meravigliose vie dell’universo in un esercizio di “curiosa” delle stelle che poco a poco ha imparato, attraverso la luce a trovare le vie segrete delle lontananze cosmiche». Un interesse particolare che nasce in famiglia, fin dalla tenera età di Lia, grazie alla passione del padre Edoardo per l’astronomia, che insegnava alla piccola, di quattro anni, ad osservare, dal terrazzino di casa, il cielo con il cannocchiale. L’osservazione non si mai fermata e per l’artista lo sguardo è rivolto anche alla Via Lattea, alla Nebulosa di Orione, a fenomeni celesti. Visitare la mostra non può che determinare una forte emozione. Sculture surreali stilizzate presenta, invece, Eros Mariani. Le figure, di grazia e di eleganza, si proiettano verso il cielo, con uno slancio vitale che l’artista di Ozzano Emilia persegue con un operare attento, con martello e fiamma ossidrica, nella dolce modellazione di materiali, di lamine di ferro, nella perfetta sorveglianza delle forme, per un percorso gioioso di creazione. Il lavoro creativo non è mai disgiunto, in queste opere, dal lavoro artigianale. Mariani sa affermare la qualità della scultura nell’articolarsi dei movimenti delle sue creature femminili, senza veli che sembrano dialogare anche con la luna e il sole. Lo slancio è tale da consentire alle figure di proiettarsi con leggerezza in una dimensione persino surreale. L’artista si lascia affascinare da suggestioni surrealiste, ma la sua visionarietà non rinuncia a dare il senso di esistenza terrena alle sue fanciulle che, pure, contribuiscono a rinnovare l’immaginario fantastico.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google
