Gazzetta di Modena

l’appuntamento di sabato 

Frassinoro festeggia i 950 anni della sua Abbazia nel segno di Matilde

Gabriele Farina
Frassinoro festeggia i 950 anni della sua Abbazia nel segno di Matilde

Presentato il convegno che cercherà ricostruirne la storia Grande protagonista sarà Beatrice, la vera fondatrice

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Gabriele Farina

FRASSINORO Autonoma, forte, libera. Matilde di Canossa è una figura che affascina da quasi un millennio. La grancontessa si lega all’abbazia di Frassinoro, di cui si festeggiano nel 2021 i 950 anni. Eppure, sabato non sarà Matilde la protagonista dell’incontro nella chiesa dedicata ai santi Maria e Claudio. I riflettori saranno invece diretti su due donne che condividono lo stesso nome, celebrato da Dante: Beatrice. Il titolo dell’incontro è infatti “Beatrice, Frassinoro e i monasteri benedettini in rapporto con i Canossa”. «La madre Beatrice ha fondato l’abbazia di Frassinoro per l’anima del primo marito Bonifacio - interviene Paolo Golinelli, docente di Storia medievale - e per l’incolumità e l’anima della figlia Matilde, per le anime di Goffredo e della nipote Beatrice». Come riscoperto da Roberto Albicini, la seconda Beatrice era figlia di Matilde. La sua morte prematura causa un profondo dolore per la famiglia e una svolta per il territorio. «Beatrice è preoccupata perché la figlia è lontana - aggiunge Golinelli - e fonda l’abbazia di Frassinoro per la sua incolumità. L’aspetto spirituale è importantissimo. Lei percepisce la morte di Beatrice come una punizione divina per non aver ottemperato la promessa di un matrimonio casto. Fonda così due abbazie: Notre Dame d’Orval (oggi in Belgio) e l’abbazia di Frassinoro». «C’è un’assonanza tra le abbazie fondate da Beatrice», nota Pietro Capitani. L’ex assessore appartiene al consiglio direttivo dell’Associazione matildica internazionale, di cui è presidente Golinelli. L’oro assonante tra le due località europee scintilla nell’occasione di ripresa per il territorio appenninico. «È un’occasione importantissima per la comunità», rimarca il sindaco Oreste Capelli. Dalle presenze turistiche osservate dal sindaco i segnali di ripresa ci sono, pur non registrando livelli pre-pandemia. «Rispetto al 2020 abbiamo aumentato l’offerta - aggiunge Capelli - e la gente si è mossa di più, facendo attenzione». È consigliabile osservare con attenzione gli approfondimenti proposti dopodomani in abbazia. Alle 10 Tiziana Lazzari (docente dell’università di Bologna) torna idealmente al 29 agosto 1071 con “Il patrimonio di Beatrice di Lorena e la fondazione di Frassinoro”. Dalle 10,30 alle 11 Golinelli delinea “Frassinoro e la dimensione europea dei monasteri canossiani”. Si riprende alle 11,20 con la lente puntata sulle fonti. Riccardo Pallotti definisce “L’abbazia di Frassinoro nelle carte dell’Archivio di Stato di Modena”, di cui è funzionario. Lavora presso l’Archivio diocesano di Lucca invece Tommaso Maria Rossi, che alle 11,40 espone “Tra Lucca e Modena: documenti lucchesi su Frassinoro e altri territori contesi”. Alle 12,20 parola ad Alberto Monti (consigliere dell’Istituto italiano dei Castelli) e a “Una carta archeologica abbaziale tra evidenze materiali e trasformazioni ambientali”. Al pomeriggio il focus è dedicato ai monasteri legati ai Canossa. Il docente Francesco Salvestrini (università di Firenze) traccia alle 14,30 “I Canossa e le origini del movimento vallombrosano”. Alle 15 lo storico Renzo Zagnoni, fondatore del gruppo di studi Alta valle del Reno, esamina “Monasteri di valico tra Emilia e Toscana. Il caso dell’abbazia della Fontana Taona”. Alle 15,20 l’esperta di Medioevo Ilaria Sabbatini del Sismel di Firenze presenta “I Canossa e i camaldolesi, il caso del lascito di Badia Pozzeveri”. Il docente dell’università di Torino Edoardo Manarini alle 15,40 tratta “Nuovi spunti sulle relazioni tra Matilde di Canossa e San Silvestro di Nonantola a partire dalla prospettiva fiscale”. Chiude il cerchio alle 16 Nicola Mancassola, docente dell’università di Verona, con “Le curtes abbaziali: caratteristiche comuni e specificità”.

La quarta e ultima parte è dedicata alle terre della Badia. Alle 16,40 Marco Cavalazzi (ricercatore dell’ateneo di Bologna) affronta “Le terre della Badia di Frassinoro nei processi di costruzione dei distretti comunali delle città di Modena e Reggio”. Alle 17 interviene Carlo Giovannini (esponente della Deputazione di Storia Patria di Modena) con “I beni dell’Abbazia di Frassinoro e i rapporti con la popolazione delle valli del Dolo e del Dragone”. Il dibattito si chiude alle 17,50 con le riflessioni di Capitani.

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