Gazzetta di Modena

Venti biglietti per il teatro d'Eccezione. Spettacolo di domenica 29 agosto. Li prenoti con una mail

Venti biglietti per il teatro d'Eccezione. Spettacolo di domenica 29 agosto. Li prenoti con una mail

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MODENA. Dieci inviti a teatro, validi per due persone, per la replica di domani sera dello spettacolo “Teatro d’eccezione”di Lisandro. È l’opportunità che grazie alla collaborazione con Emilia Romagna Teatro offriamo ai lettori della Gazzetta di Modena. Domani sera al Teatro Storchi va in scena l’ultima replica con la rappresentazione di due episodi: Futuro e Gli Alberi.

I primi 10 lettori che da questa mattina invieranno una mail all’indirizzo piazzagrande@gazzettadimodena.it, con scritto nell’oggetto Teatro d’eccezione replica del 29 agosto” riceveranno due biglietti omaggio per assistere alla replica di  domenica 29 agosto.

Teatro d’Eccezione è il nuovo lavoro del regista e attore argentino Lisandro Rodríguez prodotto da Emilia Romagna Teatro Fondazione e collegato al corso della Scuola Iolanda Gazzerro Perfezionamento attoriale: Microdrammi in scena (co-finanziato dal Fondo Sociale Europeo, Regione Emilia-Romagna).
 

RIASSUMENDO

  Per prenotare uno dei 10 inviti validi per due persone la modalità è molto semplice: basta inviare una mail all'indirizzo

piazzagrande@gazzettadimodena.it

A partire da ora

nell'oggetto inserire: TEATRO D'ECCEZIONE SABATO 28 AGOSTO

 

Se sarete tra i primi 10 ad avere inviato la mail (vale l'ordine di arrivo del vostro messaggio in redazione) riceverete via mail dal teatro Storchi

 DOMENICA 29 AGOSTO ore 21.00

Teatro d’Eccezione: Futuro

 Teatro d’Eccezione: Gli alberi

 

Teatro d’Eccezione è il nuovo lavoro del regista e attore argentino Lisandro Rodríguez prodotto da Emilia Romagna Teatro Fondazione e collegato al corso della Scuola Iolanda Gazzerro Perfezionamento attoriale: Microdrammi in scena (co-finanziato dal Fondo Sociale Europeo, Regione Emilia-Romagna).

Il progetto si articola in quattro “microdrammi”, ogni sera è possibile vederne due: giovedì 26 vanno in scena Teatro d’Eccezione: La tristezza e Teatro d’Eccezione: Il soggetto asociale; venerdì 27 Teatro d’Eccezione: Futuro e Teatro d’Eccezione: Gli Alberi; sabato 28 di nuovo Teatro d’Eccezione: La tristezza e Teatro d’Eccezione: Il soggetto asociale e infine domenica 29 Teatro d’Eccezione: Futuro e Teatro d’Eccezione: Gli Alberi.

Lisandro Rodríguez, classe 1980, è tra le voci più originali e incisive di un teatro che si interroga e rimescola le convenzioni della messa in scena a partire da una profonda riflessione politica e poetica. Il regista ha guidato gli attori di Microdrammi in scena in un lungo percorso di alta formazione della durata di 600 ore, da novembre 2020 ad aprile 2021: in questi mesi hanno lavorato insieme per analizzare le tappe che, dalla composizione drammaturgica, portano a un allestimento.

Il progetto ha quindi mosso i primi passi nelle aule della Scuola Iolanda Gazzerro di ERT: il punto di partenza è stato quello di dispiegare intorno alla parola "eccezione", risonanze, domande, immagini, contraddizioni, indagini, riflessioni, per cominciare a produrre materiali scenici. La premessa del lavoro è stato lo scambio, il pensare con gli altri, ma anche la possibilità di costruire una propria poetica e modi particolari che offrano a ogni attore e spettatore, autonomia nello sguardo e pensiero critico.

Lo Stato di eccezione, nel diritto costituzionale, è un regime di emergenza che può essere dichiarato dal governo di un paese in situazioni speciali. Di solito è considerato come una misura temporanea e straordinaria. Lo Stato di eccezione è la forma giuridica di ciò che non può avere una forma giuridica. Che posto ha il teatro in questo quadro? In che modo può diventare possibile? Si può pensare a un teatro d'eccezione, una recitazione d'eccezione?

Il lavoro nasce come un laboratorio per pensare, indagare e dialogare scenicamente con il nuovo paradigma mondiale che sta prendendo forma dalla pandemia. Questo scenario chiude i confini di quasi tutti i paesi e ci obbliga a obbedire a certe regole, protocolli di igiene, di circolazione negli spazi pubblici e privati, di comportamenti, di legami... Quali segni, quali ferite apre in noi? Dove ci trafigge, dove ci ferisce? Cosa e chi ci interessa? È possibile aprire una fessura dove il linguaggio, e l'arte performativa in particolare, possa dialogare con la situazione attuale? Dove troviamo la teatralità in questo nuovo mondo?

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