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L’ospedale si veste di colore e di bellezza Esposte le opere degli artisti del Frignano

Michele Fuoco
L’ospedale si veste di colore e di bellezza Esposte le opere degli artisti del Frignano

Riproduzioni, fotografie e sculture sono state donate da oltre cinquanta autori del territorio. Sabato l’inaugurazione

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la mostra

Michele Fuoco

L’Ospedale di Pavullo si veste d’arte, grazie alle donazioni di più di 50 artisti, tra pittori, scultori, incisori e fotografi del Frignano.

Una nutrita raccolta di circa 150 opere, di contenuti, di stili e di linguaggi ampiamente differenziati, che Mariapia Biagini, del Dipartimento Farmaceutico, è stata capace di mettere insieme, per aver trovato negli artisti una grande disponibilità nell’offrire una o più opere, e di partecipare ad un progetto fortemente voluto da Gabriele Romani, direttore dell’ospedale.

La cerimonia di inaugurazione della mostra permanente, dal titolo “Ri-nascita”, avverrà sabato, alle 10.30 (per invito), con la partecipazione del campione del mondo di calcio Luca Toni. Una manifestazione che vuole ricordare i cento anni della nascita dell’ospedale, fondamentale non solo per Pavullo.

«Nell’ultimo anno e mezzo abbiamo vissuto – dice il direttore - l’ospedale come luogo di sofferenza, di tragedia. Ci siamo trincerati di fronte al Covid. Allora abbiamo pensato di dare un po’ di colore, di cultura, di mettere il bello anche all’interno dell’ospedale. Mariapia si è attivata con un rete di conoscenze sul territorio. E il risultato è sorprendente».

Anche perché campeggiano, per l’aiuto finanziario della famiglia Venturelli Fiorella e Giovanni, due belle e giganti riproduzioni, su pannelli in forex, di capolavori di Mac Walter Mazzieri: “Ricordo un viso per dipingere tulipani” del 1977, un quadro di affetti familiari, dove la sua piccola Melania riceve protezione da una Sfinge; e “Le nuvole oltrepassando i monti perdono fantasie” del 1972, che offre un luogo d’incanto con guerrieri inoffensivi con armi che diventano simboli fallici, assecondando le metamorfosi di fiori, di alberi, carciofi in un tripudio di colori. Tutto si svolge in una dimensione visionaria con segni che rivelano le forti e intense radici sentimentali, per l’amore e l’appartenenza dell’artista alla propria terra, in un legame radicato, prima umano e poi creativo.

«Abbiamo puntato – sostiene il direttore Romani – su un artista importante, con un una storia nota a tutti. Un personaggio molto amato e stimato non solo nel territorio».

E la Biagini mette in luce la grande disponibilità della famiglia dell’artista (la moglie Aurora e la figlia Melania) nel concedere i diritti di riproduzione delle opere: la prima è della loro collezione, mentre la seconda è del collezionista fananese Luca Amidei che sabato esporrà l’opera autentica “La Casa di Ibrahim” che Mac ha realizzato nel 1970. «Tutti mi hanno accolta con gentilezza e si sono dimostrati generosi. Credo che ogni quadro o scultura possa portare conforto in un luogo di cura».

Nel percorso alle sale operatorie, al reparto oncologico, nelle sale di attese scopriamo, in opere riprodotte su legno, i razionali scorci di Pavullo (anche la vecchia Torre) di Alessandro Palladini, le mattonelle “dipinte” di Azeglio Babbini, l’immagine in cui Davide Scarabelli “cuce” le ferite della vita, cavalieri ed armi (litografie) di Maurizio Carloni, i giganti delle montagna e San Francesco (rappresentazioni fotografiche) di Gino Covili, dipinti tra realtà e fantasia di Giorgio Giusti, l’informale di Alberto Beneventi, Pavarotti e la Ferrari del fotografo Amelio Perini, il pinone di Montanini.

Vasco ha fatto pervenire quattro sue immagini autografate. Ci sono anche le stagioni degli allievi della Scuola Media Montecuccoli vincitori, due anni fa, di un concorso.

Tutte apprezzabili le opere degli scultori Caselli, Boldrini, Orsini, Cantergiani; dei pittori Mesini, Pignatari, Quadri, Checchi, Pisan, Pradelli, Farinella, Lenzini, Bortolani, Bertarini, Roberto, Daniele, Vittorio e Ermanno Covili, Ricci, Ferrari, Pasini, Salvatori, Belloi, Rovandi, Mauro e Daniele Pignatari; delle pittrici Mecagni, Capodanno, Antonelli, Gualmini, Di Paola, Menetti, Maleti, Parrocchetti; dei fotografi Bellisi, Morandi, Morotti, Mucci, Corsini, Orsi, Pierotti, Rossi, Ferri, Lamazzi, Biolchini, Manfredini, Mazzoni, Ori e Canovi.

Il progetto è stato portato in porto anche per la collaborazione di Cinzia Superbi della Galleria 82, di Sonia Fontana, Anna Ori e della tipografia Baldini.

La raccolta non si ferma qui. È “in progress”. Altri artisti noti del Frignano possono partecipare con una donazione, per rendere più ricca e qualificata la collezione.

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