Gazzetta di Modena

intervista 

«Ho riassaporato il piacere dei concerti e in autunno l’album Canzoni dalla soffitta»

Alessandro Cagossi
«Ho riassaporato il piacere dei concerti e in autunno l’album Canzoni dalla soffitta»

Cisco Bellotti domani sera live alla Festa di Ponte Alto «Il mio nuovo disco realizzato con il Crowfunding»

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Alessandro Cagossi

«Un altro mondo è possibile». Il manifesto delle proteste pacifiste durante il summit G8 del 2001 che si tenne a Genova esprime bene anche lo stile artistico di Stefano “Cisco” Bellotti, ex frontman dei Modena City Ramblers, da anni cantautore reggiano d’adozione, trapiantato nella Bassa tra Novellara e Campagnola. Una carriera contraddistinta da un approccio indipendente, sia per quel che riguarda la produzione musicale sia per i concerti dal vivo. Concerti dal vivo che domani sera lo portano all’Arena del Lago, di Ponte ALto.

Questa estate Cisco ha partecipato, il 20 luglio in Piazza Alimonda a Genova, al concerto che ha rievocato la ricorrenza del ventennale di quella manifestazione di popolo, rovinata dalla frangia violenta dei Black bloc che devastò la città, e dalla reazione – altrettanto violenta – della polizia.

«Sono stati – esordisce il cantautore – proprio i genitori di Giuliani a invitarmi, assieme ad altri artisti, per una manifestazione che si è tenuta dove Carlo è stato ucciso dalla polizia, per ricordare i terribili fatti di quei giorni». Sul palco con te è salito Manu Chao, icona mondiale della scena musicale indipendente e alternativa. «Io e la mia band abbiamo aperto il concerto alle 16. Manu Chao, con cui avevo collaborato in passato, era lì per conto suo, perché la sera dopo aveva un concerto a Genova. L’ho notato di fianco al mixer e l’ho invitato a salire sul palco per “Bella ciao” e poi lui, imbracciata la mia chitarra acustica, ha suonato “Clandestino” con tutta la band. Si è trattato di un’emozione inaspettata per me e di un bellissimo regalo per il pubblico. Per tutto il giorno ho ricevuto messaggi di amici e fan che si complimentavano per quello che avevano visto».

Hai progetti per il futuro?

«Quest’estate sono stato in tour e poi in autunno uscirà il nuovo disco intitolato “Canzoni dalla soffitta”. Intanto ho già presentato quattro singoli, tutti disponibili sui digital stores e le piattaforme musicali. Il primo, “Il fantasma di Tom Joad”, una cover di Bruce Springsteen, è uscito a dicembre dell’anno scorso come regalo natalizio per i fan, poi a marzo “Baci e abbracci” da cui deriva il nome del tour, a maggio “Andrà tutto bene” e poi il 16 luglio “Leonard Nimoy”, il nome dell’attore che impersonava il capitan Spock di Star Trek. Quest’ultimo rappresenta un brano atipico dovuto alla genesi particolare: infatti ha preso ispirazione da una canzone di un amico rapper Marco Benati, in arte Benna, dedicata al proprio figlio».

Come mai hai deciso di intitolarlo “Canzoni dalla soffitta”?

«Perché il disco di inediti sarà accompagnato da un live di 12 pezzi registrati con voce, chitarra acustica e armonica dalla soffitta di casa mia durante il lockdown. Il disco, che è stato realizzato grazie al crowfunding sulla piattaforma “Produzioni dal basso”, uscirà come doppio cd e doppio vinile»

Guardando alla tua traiettoria artistica, un altro mondo è possibile nel mondo della musica?

«Per certi versi sì. Non ho mai avuto una formazione accademica alla musica, ma istintiva e autodidattica. Se da una parte con la pandemia mi sono convinto ad approdare alle piattaforme online di condivisione digitali della musica, rimango ancorato a certe tradizioni per me imprescindibili, come il vinile. Più in generale, dopo aver lasciato i Modena City Ramblers, ho dovuto ripartire daccapo, ripensare alla mia carriera in maniera diversa. Fare tutto da solo per organizzare tour e incidere dischi, è molto faticoso, ma mi da ancora tante soddisfazioni: ho potuto ripartire con le mie idee, questo mi ha dato un sacco di libertà per quel che riguarda l’espressione della mia arte, fare questo mestiere in maniera più umana, avere un rapporto più intenso con chi mi segue, e sono tornato in possesso delle chiavi della mia vita».

Rimane nella storia la tua esibizione sul palco del concerto del 1 Maggio 2009, a Roma. Davanti a due milioni di persone ti esibisti solamente con voce e tamburello. Una scelta a dir poco coraggiosa.

«Presentarsi di fronte a una marea umana così impressionante armato di sola voce e tamburello era come mettersi a nudo. Quando salì sul palco ho avvertito il peso di quella scelta ma sono stati otto minuti di musica gratificanti, il pubblico capì, apprezzò e mi seguì. Dopo di me si esibì Vasco Rossi, con il suo notevole impatto sonoro».

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