«Quel movimento del Sessantotto dirompente nato sugli alberi»
Silvio Montanaro venerdì alla Sala Truffaut presenta il film ”Gli Uccelli” , una chicca
Alberto Morsiani
modena. Il film che alla sala Truffaut inaugura la rassegna “Non riconciliati”, allestita da Associazione Circuito Cinemaper Festival Filosofia su “Libertà”, è “1968 – Gli Uccelli. Una storia mai raccontata”, in programma venerdì alle 20. Il film verrà presentato dal regista Silvio Montanaro.
Montanaro, il suo film rievoca una storia poco nota ma affascinante, una specie di '68 alternativo. Chi erano gli Uccelli?
« Gli Uccelli sono un gruppo di studenti di architettura di Roma, in particolare Martino Branca, Franco Moltedo, Roberto Federici e Paolo Ramundo che ne era l'ispiratore, che hanno l'abitudine di arrampicarsi sugli alberi. Lì stanno e guardano dall'alto i loro colleghi studenti. Si fanno notare agli albori del '68 perché contestano la verbosità delle assemblee studentesche, fischiettano e aprono grandi ombrelli per difendersi dalle parole. Poi cominciano a sviluppare una serie di azioni, più o meno provocatorie».
Che tipo di rapporti ebbero gli Uccelli con intellettuali e artisti?
«Gli Uccelli cercano subito un confronto e un dialogo serrato con gli artisti . Sono amici stretti della cosiddetta Scuola Romana di Piazza del Popolo, Mario Schifano, Angeli, Tano Festa, Mambor, il gruppo della Pop Art. Oltre a questi rapporti di amicizia, gli Uccelli cercano il contatto con i maestri, i punti di riferimento: Guttuso, che andrà con loro a completare il graffito che stanno facendo sulla facciata della Facoltà di Valle Giulia, Manzù, Carlo Levi, che li porterà all'occupazione simbolica dei Sassi di Matera, Dorazio. Poi Moravia, Siciliano, Zavattini, Pasolini, Eduardo, durante la contestazione al Festival di Venezia anche Ungaretti. Il mondo intellettuale non solo li accoglierà ma li cercherà».
Ci racconta alcune delle loro performances ?
« Sono tantissime. L'occupazione della cupola di Sant' Ivo alla Sapienza, che avviene nel febbraio, fatta grazie all'amicizia di Paolo Portoghesi, un riferimento per loro, e quella dei Sassi di Matera. La ridipintura degli interni della Facoltà con murales durante una grande festa. L'allevamento di un piccolo gregge di pecore, sempre all'interno della Facoltà. La costruzione di una piscina decorata con motivi classici. La conduzione di centinaia di galline donate da Manzù nei corridoi dell'Università. Il tentativo di rifare la spedizione dei Mille alla rovescia, partendo dal sud verso il nord. Si fermeranno un anno a Gibellina, dopo il terremoto. Al di là delle performances, c'è una pratica quotidiana, ad esempio interrompere le lezioni con versi ornitologici».
Cosa è stato degli Uccelli dopo il '68?
«Il cambiamento di clima dopo il '68, che era stato molto creativo, influisce sugli Uccelli. L'aspetto scanzonato e ironico viene soppiantato da un atteggiamento più militante, all'interno del Movimento, legato all'ideologia marxista leninista. Al ritorno da Gibellina alcuni decidono di impegnarsi in Lotta Continua: Paolo Ramundo e Paolo Liguori, poi famoso giornalista tv, ne diventano dirigenti. Federici sviluppa il suo talento di fotografo e grafico pubblicitario, oltre che pittore. Altri seguono interessi storico-archeologici, Gianni Feo diventa un famoso etruscologo. Martino Branca sviluppa una carriera di organizzatore di eventi di spettacolo, collaborando con Franco Battiato, e diventa assessore alla cultura di Fano. Gianfranco Moltedo si lega all'architettura. Dunque ognuno prenderà una strada diversa. Paolo Ramundo si dà all’impegno sociale, occupando un'area romana trasformandola in un'azienda agricola e agrituristica punto di riferimento ».© RIPRODUZIONE RISERVATA
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