Gazzetta di Modena

La “lezione” di Moni Ovadia «La vera libertà nasce dall’uguaglianza»

ALICE BENATTI
La “lezione” di Moni Ovadia «La vera libertà nasce dall’uguaglianza»

Abbiamo chiesto all’ artista direttore del Teatro Comunale di Ferrara di spiegarci come avrebbe trattato il tema proposto al festival 

3 MINUTI DI LETTURA





ALICE BENATTI

Artista poliedrico e uomo di sinistra (chiamato da una giunta leghista a dirigere il Teatro Comunale di Ferrara), Moni Ovadia sul concetto di libertà ha le idee chiare: senza uguaglianza non esiste vera libertà. Il rischio? Che diventi l’arbitrio dei potenti, dei privilegiati. E su chi manifesta al grido di “libertà” contro l’obbligo vaccinale e il green pass dice: “credo che ci siano varie forme di abuso del termine. Secondo me il processo per la formazione di una società giusta non parte dall’io ma dal tu”.

Se fosse stato chiamato a parlare di libertà al Festival Filosofia quale pensiero avrebbe portato?

«In tutta franchezza ho una concezione di libertà che parte da un altro dei pilastri della società democratica: l’uguaglianza. Quando la rivoluzione francese dichiarò i pilastri della nuova società - che spazzava o via, o diceva di spazzare via, i privilegi - fece la famosa triade liberté, egalité, fraternité. Secondo me non esiste libertà senza uguaglianza perché è dall’uguaglianza che promana la vera libertà. Solo tra uomini eguali ha senso parlare di libertà, altrimenti la libertà rischia di essere l’arbitrio dei potenti, dei privilegiati. Fossi stato io nella Rivoluzione Francese mi sarei battuto perché cominciasse così la triade: egalité, liberté, fraternité. Cosa è successo alla libertà in questo anno e mezzo di pandemia?

«Ci sono state tante cose che hanno toccato la nostra libertà e non parlo della questione no vax. La prima: molti politici hanno detto “siamo stati colti impreparati”. Questa è un’argomentazione vergognosa, sei colto impreparato se non ti prepari. Posso io andare all’università e dire “mi scusi, lei mi ha colto impreparato”? L’OMS aveva già avvertito di stare pronti perché sarebbero arrivate altre pandemie. Chi si è preparato qui? Non avevamo neanche le mascherine: un presidio sanitario elementare di bassissimo costo. Se ci fossimo preparati prima, se non si fosse smantellata la sanità pubblica, se ci fosse stata una vigorosa sanità del territorio, allora si sarebbero potuti evitare decine di migliaia di morti. Seconda cosa: siamo stati perseguitati dall’infodemia. 24 ore a rete unificate vedendo cosa? Intanto ascoltando chiacchiere e litigi invece di ascoltare informazioni rigorose. Cosa mi serve vedere le ambulanze davanti ai pronti soccorsi ore e ore al giorno? Serve a qualcosa oltre a creare angoscia e appiccicare la gente alla televisione così da far salire il gettito pubblicitario?» Come avremmo dovuto essere informati secondo lei?

« La libertà parte dall’essere informati in modo serio, rigoroso. Io avrei voluto dei bollettini seri tenuti dai massimi competenti. Ha visto in televisione tutta la pubblicità con lo sventolio di bandiere italiane? Io vorrei vedere sventolare le bandiere italiane quando ci sono da pagare le tasse perché è l’equità fiscale che crea una società di giustizia e quindi di rispetto della libertà. La libertà autentica fiorisce dove c’è equità economica, dove non ci sono vergognose diseguaglianze perché la libertà o è per tutti o non è libertà. Dire “faccio quello che pare a me e chissene frega degli altri” non si chiama libertà. Penso che non possa esistere un aspetto individuale della libertà senza contestualmente quello sociale».

Libertà è la parola più utilizzata nelle manifestazioni di piazza dei no green pass e no vax. Come ne valuta l’utilizzo in quel contesto?

«Credo che ci siano varie forme di abuso del termine libertà. Ha presente la famosa frase “la mia libertà finisce dove comincia quella dell’altro”? Io non sono giudice di nessuno e non dico quello è cattivo mentre quello è buono, dico semplicemente che mi fido molto delle affermazioni di libertà che partono dalla libertà dell’altro perché secondo me il processo per la formazione di una società di giustizia non deve partire dall’io ma dal tu. E noi siamo lontani anni luce da questo».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google