Gazzetta di Modena

QUESTA SERA IN PIAZZALE DELLA ROSA 

Coma Cose “filosofi”: «Per chi fa musica libertà e creatività sono i due pilastri»

Laura Solieri
Coma Cose “filosofi”: «Per chi fa musica libertà e creatività sono i due pilastri»

Il duo questa sera protagonista di una conversazione insieme a Carlotta Vagnoli dal titolo “Suonare tutta la vita”

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Laura Solieri

SASSUOLO Stasera alle 21.30 a Sassuolo, in Piazzale Della Rosa, Carlotta Vagnoli dialogherà con il duo musicale Coma_Cose nella serata conversazione “Suonare tutta la vita. La nostra musica libera”, promossa dall’associazione Numeri Primi all’interno del Festival Filosofia. I Coma_Cose sono Fausto Lama (pseudonimo di Fausto Zanardelli) e California (pseudonimo di Francesca Mesiano), duo nato nel 2016 che unisce vissuto e gusto sonoro urbano a una poetica cantautorale, che nel 2021 abbiamo sentito al Festival di Sanremo con il brano “Fiamme negli occhi”, certificato disco di platino. Con loro si parlerà di libertà ma soprattutto del sentiero impervio che è obbligato a superare chiunque decida di non stare alle regole imposte da altri, agli stereotipi, al conformismo.

La vostra canzone “Nudo integrale” è il vostro personale manifesto sulla libertà. Cantate: ‘La mia libertà è solo non appartenenza. Se vuoi tu chiamala incoscienza’. Cos’è per voi la non appartenenza?

Fausto: «La libertà è uno dei pilastri che sta alla base di tutta la nostra opera che è sì musica ma anche piano di vita, condivisione, linguaggio che arriva da dentro e si esprime in quello che facciamo. Ci siamo sempre messi come paletto quello di non scendere a compromessi, ovviamente ognuno di noi si fa influenzare dall’ambiente esterno, è fisiologico, ma si cerca di mantenere la bussola il più dritta possibile. Nell’ambiente musicale, poi, è facile cedere ad alcune tentazioni che possono ad andare a minare l’intimità primordiale del proprio progetto, che va preservata per comunicare fuori quello che si vuole comunicare. Sempre in questa canzone diciamo: ‘La mia libertà è solo quando sto con te’: il nucleo minimo, che nel nostro caso è la coppia, è la situazione sociale primaria in cui noi troviamo la nostra libertà».

Qual è la parola che per voi viene subito dopo libertà?

Francesca: «Creatività, perché la libertà apre le porte ad essa. Manifestare il proprio sentire in qualsiasi modo si voglia penso sia alla base dell’uomo. Nasciamo per lasciare qualcosa di bello, per fare uscire quello che abbiamo dentro, l’importante è rimanere fedeli a se stessi. Con l’esasperazione dei social però non è facile, sono terreno di grande fragilità per qualcuno che magari non riesce a fregarsene del giudizio degli altri. Per quanto ci riguarda, nella nostra musica cerchiamo la poesia con molta umiltà, cerchiamo sempre di unire il codice più materico, terra terra a delle pennellate più immaginifiche che creano quel salto e quel contrasto che credo siano uno degli ingredienti vincenti di quello che facciamo».

Qual è il vostro rapporto con i social network?

Fausto: «È sbagliato omologare le varie categorie sui social. Il musicista, ad esempio, è una categoria che dovrebbe centrare ben poco con i social, in quanto sceglie la musica perché magari non riesce a comunicare in altri modi la propria intimità e quindi, poi, è strano che debba continuare ad ‘allungare il brodo’ anche sui social. Questa è una critica all’acqua di rose che faccio al sistema che a volte costringe il cantante a un surplus di visibilità che manco gli compete. Dettò ciò, fare la guerra ai social nel 2021 è ridicolo perché sono parte integrante del tessuto e a quel punto bisogna trovare il proprio equilibrio».

State già lavorando a un nuovo album?

Francesca: «Veniamo da un tour fortunato di 30 date che ci ha dato tanti stimoli per scrivere. Abbiamo messo giù la valigia del tour e abbiamo preso in mano carta e penna per focalizzare subito quelle che sono state le esperienze vissute. Questo è un periodo di grande scrittura e intensità; il materiale è ancora grezzo, ci vorrà un po’ prima che veda la luce. Vogliamo prenderci il giusto tempo: a differenza del nostro ultimo album “Nostralgia” che è stato molto importante e sofferto, con anche un significato di recupero del passato, ora lavoriamo a un disco che guarda più al futuro».

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