Gazzetta di Modena

La mostra chiude domenica prossimA 

A Novi venticinque artisti dialogano con la natura

MICHELE FUOCO

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MICHELE FUOCO

NOVI. “RamificAzioni” è il titolo della mostra, passata un po’ sotto silenzio per l’abbondanza di manifestazioni durante il Festival di filosofia, che si tiene, fino a domenica, a Novi di Modena nell’antico parco di Villa delle Rose, che riapre per l’occasione. Natura e arte interagiscono in questa rassegna, declinata dal curatore Gianfranco Ferlisi in “Urban Land Art” che si presenta nella bellezza di una sorta di Arcadia con magnolie e alberi di varie specie . In questa oasi, in questo eden padano si avverano azioni artistiche di tanti creativi, provenienti da località diverse. «Le opere che punteggiano – nota Ferlisi - l’intero contesto sono installazioni di Land Art e@Earth Art (e non solo) realizzate appositamente per l’occasione, in prevalenza da artisti emiliani, mantovani e veronesi. Per chi si accosta a “RamificAzioni” scopre la materializzazione di processi ideativi e di interventi ispirati: la loro presenza è ripagata soprattutto dalla qualità delle emozioni che suscitano. Ma queste opere traggono forza e importanza anche dal lavoro condiviso, dal sentimento appagante di una comunità che associa il bello alla natura». Le opere sono di Roberto Alessandria, Manuela Bedeschi, Tiziano Bellomi, Caterina Borghi, Giuseppe Branà, Milena Buzzoni, Tina De Falco, Antonella De Nisco, Nicla Ferrari, Franco Girondi, Paola Mancini, Enrico Manelli, Bruno Mangiaterra, Gianni Mantovani, Iolanda Martini, Carlo Moretti, Vincenzo Paonessa, Ermanno Poletti, Chiara Reggiani, Carmine Sabbatella, Tytty San (Santa Sammartino), Marzia Sandri, Davide Squassabia, Luciana Soriato e Federica Toni, che si affidano alla manualità e alla naturalità dei materiali. Una felice indagine sulla natura, riletta attraverso l’intervento libero degli artisti nella natura, con la natura e sulla natura. «“RamificAzioni” è – sostiene il curatore - una scommessa su un luogo, recuperato dopo le vicissitudini del terremoto, in cui accendere il confronto tra linguaggi artistici, tra vicende estetiche dissimili, tra vere e proprie sculture, tra installazioni calibratissime, tra intrecci vegetali, tra tronchi e foglie, tra acqua e cielo. Qui molti artisti si sono distaccati dalle poetiche della loro produzione abituale per provare l’ebbrezza di una libertà da contrapporre all’inesorabilità del consumismo. A Villa delle Rose non esistono residui passatistici e oziosità da perditempo: nessuno cerca qui le romanticherie del sublime. Tutti contribuiscono a creare un dialogo con un ambiente da tutelare». La mostra è per Ferlisi un germinare di qualcosa, sostenere l’arte come impegno nei confronti della natura e dei beni culturali, evitandone il degrado. E’ l’arte che si pone dei problemi sociali. Si lavora con elementi di natura, come foglie, liane, ma pure con i neon che riportano scritte per invitare a rispettare il mondo. La direzione organizzativa è di Diego Zanotti e Carlo Moretti.



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