Gazzetta di Modena

«L’arte rende fratelli gli esseri umani e fa superare la tirannia e la solitudine»

Serena Arbizzi
«L’arte rende fratelli gli esseri umani e fa superare la tirannia e la solitudine»

Monica Guerritore alle 18.30 a “Tramonti a Fossoli”  

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l’intervista

Serena Arbizzi

«L’opera d’arte racconta il modo di essere dell’uomo e ci ricongiunge con la bellezza».

Parola di Monica Guerritore, che oggi, alle 18.30, sarà protagonista de “La meraviglia del mondo”, monologo da lei scritto e interpretato.

Lo spettacolo si terrà nell’ambito della seconda edizione di “Tramonto a Fossoli”, l’iniziativa che, promossa dalla Fondazione Fossoli, intende coniugare arte, storia e memoria, attraverso performance presso il Campo di Fossoli, a Carpi.

A mantenere viva la memoria dell'umano nel mondo è l’opera d’arte, l’opera dell’uomo. Sono le sinfonie di Beethoven, la Pietà di Michelangelo, il Cristo Velato, Shakespeare, Sofocle, la danza, i grandi racconti, le scoperte scientifiche, la Notte Stellata di Van Gogh.

È il loro respiro, l’anima che le abita e che ci parla con una lingua misteriosa a darci da bere, a ricordare il nostro “umano sentire” che affratella l’umanità intera, sono loro a vincere, con le forme perfette, la commozione, superando il tempo gelido dei tiranni, la solitudine immensa anche dei momenti più bui.

Un piccolo racconto per ricordare cosa, anche nel mezzo delle tragedie, può aiutarci a resistere, a mantenere accesa la fiamma della speranza.

Perché la scelta di portare in scena questo spettacolo?

«Ho scelto di leggere il messaggio della bellezza, portando delle musiche che veicolino la sua riscoperta tramite l’opera d’arte perché anche la musica è un’opera dell’uomo. Si parla sempre di poiesis, ciò che l’uomo fa, qualcosa che crea, mentre prima non c’era. Queste opere sono la forma visibile di una percezione della bellezza che è connaturata all’uomo. È un linguaggio che da sempre ci parla anche se cambiano i fonemi, i modi e gli usi del parlare. C’è un linguaggio sconosciuto che in qualche modo ci racconta il nostro antico essere anche attraverso le opere d’arte e in quelle opere c’è sempre la bellezza dell’uomo».

Di quali opere stiamo parlando?

«Non si tratta di un concorso di reginette di bellezza, ma è del grandemente umano, cioè la commozione che troviamo, ad esempio, nella Pietà di Michelangelo. L’umanità di cui il nostro dio si riempie attraverso il tocco del dito con il figlio, o il Cristo velato e alcune opere musicali, ma anche la solitudine o l’angoscia di altre opere».

Che legame ha con Carpi?

«A Carpi sono stata tanti mesi quando abbiamo registrato “Il giardino dei ciliegi” per la televisione, nel 1975. Poi, sono tornata per la prima di Madame Bovary».

Che ricordo ha?

«Ci sono una piazza meravigliosa, con incastonati il teatro e il ristorantino vicino (il Caffè del Teatro, ora oggetto di un bando che si è chiuso da pochi giorni, ndr). Quello era veramente il centro della nostra vita. Come deve essere. I teatri devono essere il cuore pulsante di un paese. Non a caso, bbiamo proposto a Franceschini di creare una rete di tutti i teatri che sono nei centri storici. Creiamo una rete di questo tipo che possa essere frequentata dallo spettacolo itinerante perché è il cuore dell’uomo».

Lo spettacolo di cui sarà protagonista Monica Guerritore sarà anche trasmesso in diretta sulla pagina Facebook ‘Fondazione Fossoli’. Per chi non sarà presente, dunque, sarà possibile avere ugualmente una visione dell’appuntamento tramite il collegamento.

Per ulteriori informazioni consultare il sito www.fondazionefossoli.org.

Lo spettacolo è a ingresso gratuito, sino a esaurimento posti, e l’accesso sarà consentito solo con green pass. La prenotazione è obbligatoria e la si può effettuare tramite l’indirizzo mail: info@fondazionefossoli.it. In caso di pioggia, l’appuntamento si svolgerà presso la baracca ristrutturata del Campo.



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