Gazzetta di Modena

Fantasme. Da Messalina a Giorgiana Masi Dove e come incontrarle in Emilia Romagna

CRISTIANA MINELLI
Fantasme. Da Messalina a Giorgiana Masi Dove e come incontrarle in Emilia Romagna

Una guida turistica, spiritica, alla scoperta dei misteri, al femminile, d'Italia. A Carpi c’è una dama che si aggira nel castello

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CRISTIANA MINELLI

Se un fantasma è femmina, al plurale non fa «fantasmi». Fa «fantasme». Almeno secondo Claudio Marrucci e Carmela Parissi, autori, rispettivamente, dei testi e dei disegni del volume «Fantasme. Da Messalina a Giorgiana Masi, dove e come incontrarle», Fefè Editore, (pp. 262, € 16,00), appena uscito. Un excursus affascinante che ripercorre la storia di ottanta anime in pena che nonostante la loro morte pare non si rassegnino a lasciare il presente. Spiriti inquieti di sesso femminile. (Anche per gli ectoplasmi, ai giorni nostri, con e senza lenzuolo, si fa presto a farne una questione di genere).

Spettri, in quota rosa, che vagano nei pressi dei luoghi dove hanno dimorato in vita (castello, città, maniero, palazzo, borgo), su e giù per lo stivale, tra i 10 e i 60 anni: serve, imperatrici, borghesi, brigantesse e partigiane.

«I fantasmi – secondo gli autori – tornano o restano nei luoghi terreni del loro supplizio. Spesso per una vendetta impossibile o per una paura che continua o per un amore mai terminato nonostante tutto. Vittime che restano vittime oltre la loro vita terrena». E a contarle tutte sono più di un migliaio. Di ottanta selezionate per il testo, venticinque sono state illustrate da Carmela Parissi, mentre Claudio Marucci ne ha romanzato la storia. Si va dalla Magna Grecia fino agli anni di piombo. Fra loro Beatrice Cenci, la Baronessa di Carini, e anche Filomena di Dolceacqua e Bianca Maria Aloisia, o Lucrezia Borgia, Artemisia Gentileschi e fanciulle strappate alla vita in tenera età, come Biancamaria Martinengo o Igea da Agrigento; di alcune è nota solo la leggenda, mentre di altre, come Isabella de’ Medici, e Anna Carafa della Stadera, che appartenevano a nobili casate rinascimentali, la storia è ben consolidata. Greche, etrusche, romane, “vichinghe”, cattoliche, ebree, libertine, nobildonne, regine e studentesse.

«Antiche e moderne, buone o cattive, evocate e infestanti», scrive nella prefazione Carmela Parissi. «Antichità, Medioevo, Umanesimo-Rinascimento, Barocco, Ottocento (con i suoi influssi Risorgimentali e Romantici), Novecento (con la Seconda Guerra Mondiale e gli Anni di Piombo)», passa in rassegna nell’introduzione Claudio Marrucci. Quasi tutte le fantasme sono vittime di morte violenta, «spesso causata da un uomo: sia esso il padre, l’amante, il marito, il nemico, il feudatario, il re, il papa». Solo qualcuna è caduta per mano di una donna.

O per tragica sventura. Questo ricco repertorio degli spiriti inquieti propone un fantasma, femmina, per ogni regione, (nel libro ne sono state rappresentate quattordici su venti), e una serie di itinerari, anche da brivido. Nel libro sussulti, fremiti, e apparizioni; e indicazioni per evocare lo spirito, ed eventualmente farlo apparire, anche armati di una ricetta tipica del posto.

Non mancano le istruzioni da seguire per recarsi sul luogo infestato. Un volume, secondo Marrucci, che è una sorta di «”guida spiritica” che non esclude una certa vocazione turistica, tipica anche di un effetto contemporaneo di “realtà aumentata”», dalle fantasme, per l’appunto. Fra le citazioni contenute a volume, «C'è qualcosa nella Morte che ricorda l'Amore», di Edgar Lee Masters.

L’autore de «l’antologia di Spoon River», che aveva visto, con occhio poetico, la vita attraverso la morte, è forse il più titolato a introdurre il lettore, insieme a Jorge Luis Borges, «Accettiamo facilmente la realtà, forse perché intuiamo che niente è reale», nel regno del mistero. Claudio Marrucci, scrittore, traduttore da spagnolo e inglese, poeta, ha pubblicato il romanzo «Ammettiamo che l’albero parli» (Fahrenheit 451), la silloge poetica «Miles-poesia in presa diretta» (Fusibilialibri), il libro di critica letteraria «Antonio Veneziani» (Coniglio Editore). Carmela Parissi, sue le 25 immagini a tutta pagina del volume, è una graphic designer/illustrator per l'advertising commerciale, illustratrice scientifica e naturalistica, disegnatrice di reperti archeologici, illustratrice d'arte, con clienti nel pubblico e nel privato.

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