Gazzetta di Modena

Christophe Coin e la magia del violoncello barocco

alfredo roma
Christophe Coin e la magia del violoncello barocco

A Vignola il musicista francese si è esibito con lo strumento di fine ’700 Il Festival di Musica Estense prevede concerti fino al primo novembre 

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alfredo roma

A Vignola Grandezze e Meraviglie, nel contesto del Festival Musicale Estense, ha proposto un concerto straordinario, sia per la presenza del famoso violoncellista francese Christophe Coin, sia per l’esecuzione di brani che hanno il violoncello come strumento principe e i cui autori hanno segnato la storia di questo strumento tra le città di Modena e Bologna tra la fine del 1600 e l’inizio del 1700. Tra questi troviamo in particolare il bolognese Domenico Gabrielli, detto Minghen dal viulunzel con una simpatica definizione dialettale, Giovanni Maria Bononcini, maestro di cappella del Duomo di Modena, Maurizio Cazzati della Cappella Musicale di San Petronio e Giovanni Battista Vitali, violone e violoncello. Di questi, e di altri compositori dello stesso periodo emiliano, sono stati interpreti i musicisti della “Sezione Aurea”: i violinisti Luca Giardini ed Helena Zemanova, Giangiacomo Pinardi alla tiorba e chitarra, Riccardo Coelati Rama al violone e Anna Fontana al clavicembalo e organo. Tutti musicisti che hanno fatto parte anche di altri importanti complessi di musica antica. Solista Christophe Coin, uno dei maggiori violoncellisti francesi, allievo di Nicolaus Harnoncourt, sotto la cui direzione ha suonato nel Concentus Musicus Wien. Coin si è dedicato soprattutto allo studio della musica antica suonando con importanti complessi come Hesperion 20. A Vignola Coin ha suonato un violoncello barocco di fine settecento di scuola napoletana. Il violoncello barocco è leggermente più piccolo del violoncello moderno e porta corde di budello secondo la prassi del periodo barocco, offrendo così un suono più dolce delle corde in metallo del violoncello moderno. Il suono stupendo di questo strumento è apparso evidente nell’esecuzione del Ricercare Settimo e della Sonata a violoncello solo di Domenico Gabrielli e nella Sonata Quinta di Domenico Galli. Ineccepibile l’esecuzione del complesso Sezione Aurea che ha reso perfettamente, anche grazie ai suoi strumenti d’epoca, le sonorità barocche di quel periodo. Chiaro nel fraseggio e preciso nel dialogo tra strumenti, nei passaggi più virtuosistici e nel cambio di tempo. Il Festival di Musica Estense prevede ancora molti concerti fino al 1 novembre. I dettagli si possono trovare nel sito www.grandezzemeraviglie.it

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