Dai libri sacri delle religioni all’esperienza del viaggiare
Due nuovi cicli di conferenze promossi dal Centro culturale e dal Centro studi religiosi della Fondazione San Carlo di Modena
Paola Ducci
MODENA. L'esperienza del viaggio nella cultura occidentale e i libri sacri delle religioni sono i due principali filoni su cui si articoleranno i cicli di conferenze del venerdì alle 17, 30 promosse dal Centro culturale e dal Centro studi religiosi della Fondazione San Carlo di Modena a partire da domani e fino al 17 dicembre.
Gli incontri si terranno in presenza (con prenotazione obbligatoria dal sito www.fondazionesancarlo.it) e in diretta streaming dai canali della Fondazione.
«Il programma di quest’anno - afferma Giuliano Albarani, presidente della Fondazione San Carlo – da un lato ci guida a riflettere sul ruolo che il viaggio, inteso tanto in senso fisico e materiale quanto nella sua dimensione metaforica e allegorica, ha svolto nella storia dell’umanità: il viaggio è uno dei momenti centrali per le nostre esistenze individuali e sociali, passate e presenti. D’altro – continua- ci si occuperà di individuare e analizzare i testi sacri alla base di credenze, fedi, riti e pratiche di molte religioni».
Per quanto riguarda il viaggio si parlerà di viaggi dei naturalisti, argomento della prima conferenza di domani curata da Antonello La Vergata, professore di Storia della filosofia all’Università di Modena e Reggio Emilia, dal titolo “Alla scoperta del mondo. I viaggi dei naturalisti in età moderna” dedicato ai viaggi scientifici. Viaggio che compì Charles Darwin dal dicembre 1831 all’ottobre 1836 sul brigantino Beagle nell’America meridionale, al ritorno del quale, annoterà le sue riflessioni private sulla "trasformazione delle specie". Ma si affronteranno anche tipologie di viaggi per terra e per mare, i pellegrinaggi religiosi e le spedizioni etnografiche.
Ad Antonio Panaino, professore di Religioni dell’Iran all’Università di Bologna è invece affidato il compito di iniziare il ciclo di incontri venerdì 15 ottobre, con la lezione intitolata “Avesta. Lo zoroastrismo tra monoteismo e politeismo”. «Entrambi i filoni di conferenze vogliono proseguire una esplorazione già iniziata negli anni passati -conclude il direttore scientifico Carlo Altini- costruendo, in una nuova e ritrovata socialità, un vocabolario sulle questioni in tema, cercando di offrire riflessioni che possano essere strumento culturale adeguato per essere cittadini del mondo globalizzato».
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