Luigina Turri indaga se stessa con opere astratto-materiche
MICHELE FUOCO
Ritornata a Modena, dopo alcuni anni di esperienze creative a Verona, sua città natale, Luigina Turri espone le sue opere presso lo Spazio Edera, in via Gherardi 6. Tre le fasi del suo lavoro in questa mostra, a partire dalla stanza rossa, dove i dipinti si connotano di pigmenti e sabbie su iuta per dare consistenza materica, nei primi anni di questo secolo, alle immagini in cui domina il colore rosso, come espressione di forti sentimenti, ebbrezza sensuale. L’immagine, quindi, come intensi stati d’animo che l’artista configura in una composizione astratta, con una rigorosa analisi di elementi segnici e cromatici. Risalgono, invece, nel salone d’ingresso, al 2009 le opere realizzate con tessuti di scarto e sabbie che determinano una sobria e organica modulazione di forme di configurazione astratta, con slanci inventivi. Si manifesta una fantasia costruttiva, persino nei dettagli, con rimandi anche alle esperienze professionali dell’artista nell’ambito del disegno scientifico, grafico e pubblicitario, e all’attività di art director nel settore ceramico dove ha iniziato ad appassionarsi alla ricerca dei materiali e delle loro possibilità espressive. Nella stessa sala una scultura in legno di sei elementi che sembrano porsi come una sorta di costruzione musicale anche per la presenza di fili di rame, acciaio, lana, iuta che rimandano a corde di uno strumento. «Li ho concepiti – dice l’artista – come opere per una chiesa sconsacrata e li ho legati l’una all’altra con una fune, pensando alla struttura di un rosario. Un soggetto che volevo sviluppare e che poi non ho più affrontato». La terza sala è dedicata ai collage degli ultimi due anni. Carte strappate e colorate ad acquarello o a tempera si dispiegano come linguaggio libero da ogni condizionamento, subendo una sorta di trasformazione astratta. Tante tessere cromatiche si combinano in una molteplicità di motivi. E’ un progetto quasi inesauribile di creazione con notazioni di bellezza. Questo operare della Turri arriva da studi al Liceo artistico di Verona, alla Scuola di Disegno Anatomo-Chirurgico all’Istituto Rizzoli, Ateneo di Bologna, alla Scuola Grafica di Venezia.
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