Progetto “C come Città” e la Cultura cambia Modena
Paola Ducci
modena.Andrà in scena domani a partire dalle 15 in via Lamborghini a Modena (piazzale adiacente alla rotonda di Viale Ciro Menotti) “La città in movimento”, una "camminata utopica” che conclude “C come Città”, il progetto ideato da Teatro dei Venti e Amigdala, che ha coinvolto le zone urbane a ridosso della stazione ferroviaria. «C come Città” – spiega Federica Rocchi, direttrice artistica di Amigdala- è una iniziativa di rigenerazione urbana a base culturale che abbiamo ideato per il quartiere Sacca e Tempio e realizzato con il sostegno del Comune di Modena grazie al "Progetto periferie – rigenerazione e innovazione area nord". La Parata di domani è allora l'esito finale di un lungo processo durato quasi dieci mesi che ci ha portato ad intercettare tutte le associazioni e le persone che generano energie positive in quest’area della città e che tutti i giorni si impegnano nel miglioramento della qualità di vita, combattendo i tanti pregiudizi. Attuare un cambiamento attraverso la cultura per noi ha così significato mettere in luce la bellezza che abbiamo trovato radunando insieme tutti coloro che la producono e attraversando il quartiere con “tre camminate sonore” con le loro voci narranti. Il progetto è stato molto partecipato e gradito sia dai residenti che da chi da fuori è stato incuriosito». La Parata finale, curata dal Teatro dei Venti, sarà costituita da una "casa mobile" ospitante una creatura fantastica, attraverserà la zona Tempio e sarà accompagnata da cittadini di tutte le età, al ritmo di percussioni e oggetti domestici. Questa macchina scenica è stata realizzata da tutte le persone che si sono avvicendate questa estate al “Cantiere aperto” guidato da Maurizio Mantani, scenografo e burattinaio, e coordinato da Antonio Santangelo e Isabella Polisena per il Teatro dei Venti, in collaborazione con Teatro Tempio, Punto d’Accordo, Festival della Fiaba/Filatoio e Milinda. Essa è un esplicito omaggio a Giuliano Scabia, poeta, maestro del teatro con le comunità, recentemente scomparso, uno degli ideatori di “Marco Cavallo”, la macchina teatrale creata insieme ai pazienti del manicomio di Trieste nel '73, simbolo dell'inclusione attuata attraverso la partecipazione e la cooperazione. «Riteniamo che il modo migliore per creare relazioni sia cooperare alla creazione di un'opera – conclude Stefano Tè, direttore artistico del Teatro dei Venti - alla realizzazione di un progetto condiviso, anche qualcosa di inaspettato, che non abbia un'utilità immediata, ma che sia il pretesto per sperimentare insieme». Per i bambini l’appuntamento è alle 14 dove potranno provare una coreografia da realizzare insieme nel corso della Parata. Ai partecipanti si chiede di portare ciascuno un oggetto casalingo da suonare, ad esempio pentole, cucchiai, grattugie e coperchi, secchi di vernice vuoti, qualcosa di semplice e maneggevole, per un accompagnamento ritmico. Evento gratuito con prenotazione: cell. 389 7993351, mail. info@teatrodeiventi.it .
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