Gazzetta di Modena

Gianni Valbonesi, artista viaggiatore tra le antiche mappe catastali

Michele Fuoco
Gianni Valbonesi, artista viaggiatore tra le antiche mappe catastali

MODENA. La sua mostra di 30 opere inaugurata oggi alla galleria Arte su carte 

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Michele Fuoco

Si ricomincia. Alla galleria Arte su carte è già pronto il calendario delle mostre della stagione 2021-2022, con nomi noti, E c’è persino Chagall con due serie di stampe: “Les ames mortes” in acquaforte, del 1948, e “Dessins pour la Bible”, in litografia, del 1960, che saranno presentate in marzo. Per il primo appuntamento viene esposta, da sabato (inaugurazione alle 18) al 20 novembre, il lavoro di Gianni Valbonesi. Si tratta di una trentina di opere, a collage e tecnica mista, realizzate negli anni 90. La base di ogni opera è costituita da mappe catastali, destinate al macero, che Valbonesi, romano di nascita e modenese di adozione (si è diplomato all’Istituto Venturi), ha recuperato in Comune a Modena, quando lavorava come grafico e creativo nell’ufficio stampa. L’immagine della mappa viene portata a nuova rappresentazione, con continue variazioni formali, interventi cromatici, collage e assemblaggi, nell’assunzione di un linguaggio che sostiene un progetto di trasformazione capace di alludere o dare significato ad “altro”. I titoli delle opere possono risultare “spiazzanti” rispetto alla rappresentazione nella sua totalità, ma pure derivano da nuovi frammenti creati dall’artista o da luoghi geografici già esistenti nel foglio. Così un pacchetto vuoto di sigarette Pall Mall, un rametto, un riccio, banconote (fotocopiate) di 100 euro, una carta da gioco che dà il titolo a “Fante di Formigine”, contribuiscono a sostenere indicazioni di significato alle singole opere. L’indagine non è solo su Modena che viene anche collegata con Firenze e Tokyo, ma anche su frazioni e paesi della provincia, come Baggiovara, Marzaglia, Bastiglia colorata d’oro, Campogalliano & Carpi, divisi da una striscia che può indicare un fiume.

Valbonesi vive il piacere della scoperta, immergendosi con serenità e gioia rinnovata nell’“alfabeto” segnico delle planimetrie che arricchisce di note di colore e di altri elementi, anche di geometria. Per l’artista è come ritrovare l’infanzia nella gioia che si sprigiona attraverso una divertita fantasia che perviene a configurazioni persino astratte, ma dinamiche. In questa operazione Gianni trova nuove strategie conoscitive, sembra mettere in luce i possibili cambiamenti di un luogo. Si assiste ad un percorso gioioso di creazione in strutture di immagini codificate di cui l’artista possiede la chiave per penetrarvi. Ha memoria dell’arte di Paul Klee, artefice di una iconografia di qualità rara nel ricomporre l’opera nella miriade di frammenti, nella capacità di conferire esistenza all’immagine, la cui forza nasce dall’energia interna dei segni, dal loro combinarsi e comporsi; di Schwitters per la tecnica combinatoria degli assemblaggi fatti con i materiali più disparati, oggetti minimi; di Dubuffet per la ritrovata gioia del fare, per l’esigenza vitalistica di cui l’opera deve connotarsi.

«Valbonesi – nota Marco Dallari, in una nota critica che accompagna la mostra – rappresenta il mondo come può essere se e quando è visitato, o meglio, rivisitato, in compagnia del sentimento della bellezza e dello spirito del gioco… Gianni non critica, non assume un atteggiamento di denuncia estetico-ideolologica ma, coniugando concretezza e spirito fantastico, esemplifica come declinare sguardo e pensiero, indica la via”. Del resto già nel 1989, Enrico Baj scriveva che “il nostro artista è un viaggiatore di disegni geografici, un navigatore di fiumi immaginari che, tra rapide e cascate, sfociano nei laghi colorati della fantasia».

La mostra di Valbonesi non è casuale. «Dalla sua fondazione il Laboratorio d’Arte Grafica di Modena – evidenzia il direttore Roberto Gatti – ha ritenuto fondamentale il rapporto con gli artisti della propria città e con Valbonesi, è sempre stato di grande stima. E quest’anno, per i 60 anni di attività dell’artista, la galleria Arte su carte lo festeggia, presentando il suo lavoro». Venticinque le sue personali e si contano a decine le partecipazioni a collettive. Nel 1967 è a “Parole sui muri”, la contestata manifestazione d’avanguardia svoltasi a Fiumalbo. Nello stesso anno la Galleria Civica di Modena gli dedica la prima personale e, nel 1976, un’antologica. Suo è il monumento ai Caduti della Resistenza.



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