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Viaemili@docfest Marco Bellocchio aprirà la rassegna dei documentari

Paola Ducci
Viaemili@docfest Marco Bellocchio aprirà la rassegna dei documentari

Le proiezioni da giovedì a domenica all’Astra Incontri con i registi. Concorsi e approfondimenti

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Paola Ducci

modena. Marco Bellocchio, Duccio Chiarini, Claudia Cipriani, Lisa Bosi e Francesca Zerbetto, Giuseppe Piccioni, Esmeralda Calabria: sono alcuni dei registi protagonisti della 12ª edizione del “Modena Viaemili@docfest”, il festival del cinema documentario in programma a Modena, al Cinema Astra, da giovedì a domenica con dodici proiezioni a ingresso libero con prenotazione.

Oltre ai documentari più belli nel panorama italiano del momento, il festival propone incontri con registe e registi, dibattiti e confronti sul futuro del settore e il concorso online che premia le opere migliori realizzate dalle scuole di cinema italiane.

«La rassegna ritorna dal vivo con un importante sforzo organizzativo dopo la versione online del 2020- ha sottolineato Anna Lisa Lamazzi, presidente Arci Modena - restituendo alla sala cinematografica la sua vocazione di luogo di cultura, relazione e scoperta».

«In questo periodo incerto vogliamo guardare al domani – hanno aggiunto Fabrizio Grosoli e Roberto Roversi co-direttori artistici del festival – con la speranza che le trasformazioni, individuali e collettive, che la pandemia ha accelerato, se comprese ed elaborate, possano essere un ponte per il futuro».

Il filo conduttore della nuova edizione è quello della “biografia”. In programma tre proiezioni al giorno con la presenza dei registi in sala. Si parte giovedì con “Marx può aspettare” di Marco Bellocchio, «un docufilm assolutamente da non perdere», dicono i co -direttori, per continuare con “Pino – vita accidentale di un anarchico” di Claudia Cipriani e “Game of the Year” di Alessandro Redaelli.

Il festival prosegue venerdì, con “Man Kind Man” di Iacopo Patierno in collaborazione con Enpa di Modena e “Punta sacra” di Francesca Mazzoleni. Nella stessa giornata si dà spazio anche al contest internazionale di video che raccontano la salute mentale in collaborazione con il festival Màt: “Meglio matti che corti”, con la possibilità per il pubblico in sala di votare e assegnare uno dei due riconoscimenti.

Sabato sarà la volta de “L’occhio di vetro” di Duccio Chiarini e “Naviganti” di Daniele De Michele. A seguire “Disco Ruin” di Lisa Bosi e Francesca Zerbetto, per finire con un after show a tema al Vibra Club di Modena dove in consolle saliranno Lele Sacchi e SuperLaika.

La rassegna si chiude domenica con “La nostra malinconia – diario di una dad” di Esmeralda Calabria con il liceo Montessori di Roma; “Preghiera della sera” di Giuseppe Piccioni; “L’acqua, l’insegna la sete – storia di classe” di Valerio Jalongo e “Jihad Summer camp” di Luca Bedini.

Nel programma è prevista anche la premiazione del concorso online dedicato alle opere prodotte all’interno di percorsi formativi come scuole di cinema, laboratori e work shop, una unicità a livello nazionale, con 18 film selezionati, provenienti da tutta Italia. Quindi, non solo proiezioni al Modena Viaemili@docfest, ma anche occasioni di incontro e confronto sul cinema e sul lavoro professionale nell’ambito della settima arte. La sala Truffaut ospiterà infatti lo spazio di approfondimento e confronto con il convegno sulla formazione professionale nell’audiovisivo, la presentazione del catalogo di docufilm “L’Italia che non si vede”, a cura di Ucca, e la presentazione delle proposte della Rete degli Spettatori per favorirne un percorso di circuitazione. Infine, l’incontro con i registi Marco Bellocchio e Duccio Chiarini, che parleranno dell’autobiografia nel documentario.

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