Gazzetta di Modena

IL LIBRO 

Claudio Vergnani «Il mio librogame per “riabilitare” i “poveri” vampiri»

ANDREA MARCHESELLI
Claudio Vergnani «Il mio librogame per “riabilitare” i “poveri” vampiri»

Lo scrittore di fantasy di successo alla prova d’esordio con un nuovo genere

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ANDREA MARCHESELLI

«Non avrei mai pensato di dedicarmi un giorno ad un libro-game. Invece, l’editore mi ha cercato, offrendomi questa opportunità, aggiornandomi su un genere che conoscevo sinceramente molto poco, e così eccolo qui, il mio romanzo interattivo» ci ha confessato Caudio Vergnani, modenese, tra i migliori scrittori italiani di narrativa horror, autore di una Trilogia sui Vampiri (comprendente "Il18°vampiro", "Il 36° giusto" e "L'ora più buia") che può ormai definirsi un classico del genere.

Il suo nuovo lavoro è “Il vampiro e la farfalla”, il libro game col quale MS Edizioni inaugura una nuova collana, “Horror Business”, che trascinerà il lettore in un mondo infestato da vampiri ed altri esseri raccapriccianti. Uscito in questi giorni, il volume è composto di quasi 500 pagine che catturano il lettore all’interno di un mondo ai confini della realtà, dove ogni avvenimento peraltro appare assolutamente naturale e dentro il quale ci si deve districare nella ricostruzione di una vicenda con possibili soluzioni alternative.

«In verità, non mi piacevano troppo i meccanismi classici del libro game, dove ad esempio ti può capitare di dover tirare i dadi, così io ho cercato di privilegiare il buonsenso del lettore, la logica, oppure ho azzardato un esperimento come quello di auto valutarsi: di fronte alla possibilità di dover scavalcare muri, o affrontare scontri fisici, si chiede quanti piegamenti sulle braccia si riescano a fare; se sono cinque, dieci o più di dieci, per esempio, si potranno seguire piste differenti».

Rispetto al più classico libro game comunque esiste una strada maestra da intuire, mi pare di aver capito

«Esattamente. Se uno imbrocca quelli che secondo me sono i bivi giusti ricostruirà ciò che io ritengo essere la storia principale, giacché io in pratica ho scritto un romanzo, dall’inizio alla fine, entro il quale successivamente ho inserito dei possibili bivi che condurranno a diversi finali. Uno solo, a mio parere, sarebbe quello giusto e completo, ma ce ne sono altri, in verità, cui in ogni caso è possibile giungere, sfidando in tal modo sia i lettori fedeli all’idea del romanzo che quelli abituati all’interattività del libro game, spero senza arrivare a scontentare gli uni e gli altri».

La storia è totalmente originale?

«Sì, ed è la cosa di cui in tutta onestà sono maggiormente soddisfatto. Non è la solita storia di mostri e ammazzavampiri, mi sono divertito a dar forma ad una vicenda più complessa e, mi auguro, interessante, dove si cerca di avviare un processo di normalizzazione della condizione dei vampiri, alcuni dei quali reclamano una sorta di stato giuridico, grazie alla scoperta di un sangue sintetico che può nutrirli senza dover andare a caccia di uomini. Avversi all’idea sono i predatori che non accettano questo “patto di sangue”, ed in mezzo a loro si inserisce un sicario che tenta di sabotare il processo di distensione. Al lettore spetterà provare a risolvere la situazione, ove fare i conti con altre figure come un moccioso gerontofilo assassino, “Brufolo Bill”, con una infinità di rischi che ti possono anche gettare su una pessima china”.

Sono previste allora storie differenti?

«Detto che per me rimane una linea narrativa privilegiata, si possono effettivamente creare le condizioni per dare origine a storie parallele, attraverso snodi che possono cambiare sensibilmente ciò che può avvenire, compresi i comportamenti di taluni personaggi. Per questo consiglio di armarsi di segnalibri, poiché in qualche caso giunti alla fine potrebbe essere interessante tornare indietro e sondare le altre soluzioni, entro le quali alcuni dei protagonisti trovano effettivamente una caratterizzazione più particolareggiata che nella vicenda base”.

Nel libro rivediamo all’opera Claudio e Vergy, i protagonisti della prima Trilogia dei vampiri

«Tornando su questo genere mi è sembrato naturale che riapparissero, visto che in qualche modo la vicenda si ricollega ai miei precedenti romanzi sul tema. Ovvio che non è indispensabile averli letti per entrare in quanto accade, ma non avrei potuto fare a meno di loro in questo contesto».

E chissà che sotto l’aspetto di romanzo interattivo le avventure di vampiri non riescano ad uscire dalla loro dimensione di nicchia

«Speriamo, perché sento che il romanzo che fa da base sia una delle cose migliori che io abbia scritto. Mimetizzati qua e là ci sono passaggi autobiografici, e non mancano bivi che permettono di uscire dall’atmosfera horror, arricchendo la narrazione di altri valori».

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