Ortolani: «I fumetti sono vivissimi e questa terra è fucina di talenti»
Domani pomeriggio la nona edizione del concorso “Umoristi a Carpi” promossa dalla Fondazione Casa del Volontaria con un ospite speciale
SERENA ARBIZZI
Ospite d’eccezione domani, alle 15.30, in occasione della premiazione della nova edizione di “Umoristi a Carpi”, il concorso nazionale di grafica umoristica promosso da Fondazione Casa del Volontariato, ente finalizzato al sociale della Fondazione Cr Carpi, con Ushac e il patrocinio di Comune di Carpi e Unione Terre d’Argine. Leo Ortolani, tra i più affermati fumettisti italiani, dialogherà con Claudio Varetto, esperto di comunicazione e componente della giuria.
Ortolani, con l’avvento del web, qual è diventato il ruolo del fumetto?
«Con il web, il fumetto ha solo guadagnato un'altra piattaforma dove essere pubblicato. Oltretutto il web permette ai contenuti di essere fruiti spesso gratuitamente, rendendoli di fatto più diffusi e sotto gli occhi di tutti, in varie forme, vignette, meme, strisce, storie».
Qual è stata la scintilla che le ha fatto capire la carriera che avrebbe intrapreso?
«Io sono nato fumettista. Da che ho memoria ho sempre fatto fumetti, per cui la scintilla era già dentro di me, per fortuna o per dono. Ho studiato comunque geologia, perché non sempre una passione può essere in grado di sostenere economicamente una persona».
Quali disegnatori le hanno trasmesso l’ispirazione?
«Moltissimi autori hanno influenzato il mio percorso. Si impara sempre da tutti, anche dagli autori più giovani che stanno arrivando adesso sul panorama del fumetto. Ma all'inizio avevo tre autori in particolare, che mi davano entusiasmo : Giorgio Cavazzano, grandissimo disegnatore Disney e non solo, Jack Kirby, padre di gran parte dell'universo Marvel e Grazia Nidasio, autrice completa, sceneggiatrice brillante e mamma di Valentina Mela Verde”.
Pensa che l’Italia sia ancora una fucina di talenti?
«L'Italia e tutto il mondo generano continuamente grandi fumettisti! Il peccato è che non tutti vedranno la luce sulle pagine di un libro, ma c'è grandissimo fermento artistico, in questi anni. Una sorta di "rinascimento del fumetto».
E Modena, alla quale lei è molto legato?
«Modena è città di fumetti e fumettisti! Per me non è solo Panini Comics, ma è anche casa di Claudio Clod Onesti e Massimo Bonfa Bonfatti, due grandi autori con cui cerco di ritrovarmi a pranzo o a chiacchierare appena posso».
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