Verdone: «Il cinema è a rischio Tanti già abituati a stare a casa»
Il popolare attore e regista romano debutta su Amazon Prime È protagonista di una serie in cui interpreta se stesso
ROMA. La serie tv sulla sua vita sta riscuotendo grande successo su Amazon, tanto che presto potrebbe arrivare il via per una seconda stagione. Ma a preoccupare Carlo Verdone è soprattutto l’assenza del pubblico nelle sale cinematografiche. Il 70enne regista e attore romano lancia l’allarme mentre presenta “Si vive una volta sola” al Festival del cinema europeo di Lecce.
Il film, girato in Puglia, prodotto da Filmauro e Vision Distribution, doveva uscire a febbraio 2020 al cinema. Poi è arrivata la pandemia e il conseguente stop alla distribuzione nelle sale. «Io questo film non l’ho mai visto col pubblico – racconta Verdone – Abbiamo girato tutta Italia facendo una promozione massacrante e quando è arrivato il momento di presentarlo a Roma ci è arrivata la notizia che l’uscita del film era sospesa causa Covid e che tutte le sale sarebbero state chiuse. Abbiamo aspettato mesi sperando che i numeri calassero, ma non è calato niente. Poi quando siamo arrivati a un anno e passa il produttore De Laurentiis ha detto: “Carlo, io ho speso dei soldi, qui non mi rientrerà niente. Devo darlo a una piattaforma”. Quindi lo abbiamo dato ad Amazon Prime Video». La stessa piattaforma che ora sta trasmettendo “Vita da Carlo”. «Un lavoro faticosissimo e impressionante, siamo usciti con un successo pazzesco. Ora vediamo se porterà a una seconda stagione. Visti i risultati credo di sì, ma tutto dipende anche da me. I film nelle sale cinematografiche faticano, quelli di Amazon sono stracontenti della serie. Ma non so ancora se farò una seconda stagione o un film».
Il primo amore, del resto, non si scorda mai: «Il cinema mi aspetta? Io sono nato sullo schermo e vorrei terminare la mia carriera sullo schermo. Ma questa situazione mi preoccupa molto, perché il pubblico si sta un po’ abituando a stare in casa», è l’allarme lanciato da Verdone. «Ci sono delle serie tv fatte molto bene, ma stiamo attenti: la morte totale della sala significherebbe anche un grosso colpo alla cultura. Se il cinema passa in ultima posizione rispetto alle piattaforme è la morte del grande cinema d’autore. A meno che non si ridisegni un’alleanza tra piattaforme e cinema».
E non è solo questo il problema, secondo Verdone: «Per far tornare il pubblico al cinema bisogna fare buoni film, deve essere qualcosa di importante, perché allora lo spettatore andrà. E poi – osserva – oggi i ragazzi sono allenati a stare col telefono in mano per mezz’ora e tanto resistono, questo è il loro tempo di visione. Ma chi di loro va a vedere un film di un’ora e 45 minuti? Ormai sono abituati alla narrazione breve di una puntata, questo ci deve far preoccupare della sopravvivenza della sala».
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