Gazzetta di Modena

Verdone: «Il cinema è a rischio Tanti già abituati a stare a casa»

Andrea Pinchi

Il popolare attore e regista romano debutta su Amazon Prime È protagonista di una serie in cui interpreta se stesso 

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ROMA. La serie tv sulla sua vita sta riscuotendo grande successo su Amazon, tanto che presto potrebbe arrivare il via per una seconda stagione. Ma a preoccupare Carlo Verdone è soprattutto l’assenza del pubblico nelle sale cinematografiche. Il 70enne regista e attore romano lancia l’allarme mentre presenta “Si vive una volta sola” al Festival del cinema europeo di Lecce.

Il film, girato in Puglia, prodotto da Filmauro e Vision Distribution, doveva uscire a febbraio 2020 al cinema. Poi è arrivata la pandemia e il conseguente stop alla distribuzione nelle sale. «Io questo film non l’ho mai visto col pubblico – racconta Verdone – Abbiamo girato tutta Italia facendo una promozione massacrante e quando è arrivato il momento di presentarlo a Roma ci è arrivata la notizia che l’uscita del film era sospesa causa Covid e che tutte le sale sarebbero state chiuse. Abbiamo aspettato mesi sperando che i numeri calassero, ma non è calato niente. Poi quando siamo arrivati a un anno e passa il produttore De Laurentiis ha detto: “Carlo, io ho speso dei soldi, qui non mi rientrerà niente. Devo darlo a una piattaforma”. Quindi lo abbiamo dato ad Amazon Prime Video». La stessa piattaforma che ora sta trasmettendo “Vita da Carlo”. «Un lavoro faticosissimo e impressionante, siamo usciti con un successo pazzesco. Ora vediamo se porterà a una seconda stagione. Visti i risultati credo di sì, ma tutto dipende anche da me. I film nelle sale cinematografiche faticano, quelli di Amazon sono stracontenti della serie. Ma non so ancora se farò una seconda stagione o un film».

Il primo amore, del resto, non si scorda mai: «Il cinema mi aspetta? Io sono nato sullo schermo e vorrei terminare la mia carriera sullo schermo. Ma questa situazione mi preoccupa molto, perché il pubblico si sta un po’ abituando a stare in casa», è l’allarme lanciato da Verdone. «Ci sono delle serie tv fatte molto bene, ma stiamo attenti: la morte totale della sala significherebbe anche un grosso colpo alla cultura. Se il cinema passa in ultima posizione rispetto alle piattaforme è la morte del grande cinema d’autore. A meno che non si ridisegni un’alleanza tra piattaforme e cinema».

E non è solo questo il problema, secondo Verdone: «Per far tornare il pubblico al cinema bisogna fare buoni film, deve essere qualcosa di importante, perché allora lo spettatore andrà. E poi – osserva – oggi i ragazzi sono allenati a stare col telefono in mano per mezz’ora e tanto resistono, questo è il loro tempo di visione. Ma chi di loro va a vedere un film di un’ora e 45 minuti? Ormai sono abituati alla narrazione breve di una puntata, questo ci deve far preoccupare della sopravvivenza della sala».



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