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Collettivo Amigdala: «Il nostro Elementare una notte di musica e di emozioni»

PAOLA DUCCI
Collettivo Amigdala: «Il nostro Elementare una notte di musica e di emozioni»

Il gruppo oggi ospite al Festival Periferico in via Biondo per presentare e raccontare il nuovo progetto discografico

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PAOLA DUCCI

Al festival Periferico, questa sera alle ore 18,30 presso OvestLab, in via Nicolò Biondo 86, il Collettivo Amigdala presenta "Elementare" –, il suo nuovo lavoro discografico, un vinile che raccoglie le tracce musicali, visive e testuali di una performance vocale della durata di una notte, a quattro anni dalla sua produzione.

“Il disco, edito da Kunstverein Publishing (Milano) e da A Buzz Supreme nel 2021, nasce a seguito di un lungo lavoro di sintesi e cesellatura del magma originario. Le performance “della durata di una notte” ha infatti una durata originaria di sei ore di canto a cappella, interpretato da sei cantanti raccolti attorno alle musiche di Meike Clarelli, composte e arrangiate dalla Clarelli stessa e dal compositore Davide Fasulo.

La musicista si esibirà insieme ad Elisabetta Dallargine, Vincenzo Destradis, Davide Fasulo, Fulvia Gasparini e Antonio Tavoni che si esibiscono qusta sera (prenotazione a info@collettivoamigdala.com) dando voce a questa nuova dimensione delle musiche e dei testi che traccia un percorso stratificato che ancora offre occasioni di riflessione e maturazione.

Al termine del concerto è previsto un incontro con gli interventi di Collettivo Amigdala, Meike Clarelli, Katia Anguelova e Andrea Wiarda di Kunstverein Publishing e il critico teatrale Matteo Brighenti. Incontro che sarà occasione per conoscere da vicino l’artista e scoprire le fonti che l’hanno inspirata in questo lavoro

«Questo disco – raccontano la musicista e Federica Rocchi, del Collettivo Amigdala – nasce dal desiderio di trasformare l’esperienza performativa di “Elementare” in un luogo di risonanza che possa ampliare i confini del suo accadere "live". Lo spazio discografico apre un’altra modalità, quella di un linguaggio che entra in circolo e fa vibrare diversamente le voci dei sei cantanti. Elementare è infatti un processo stratificato, all’interno del quale negli anni sono maturati incontri e scambi, di cui il paesaggio del progetto si è via via nutrito».

E a proposito della parte musicale, c’è da evidenziare una sottolineatura.

«La musica di Elementare – aggiunge Meike Clarelli- doveva poter essere un’ idioma essenziale, una lingua con la quale potersi incontrare e non rimanere più soli. Volevo che fosse diretta, profonda, perturbante, circolare, intensa. Desideravo che l’esperienza del canto, come pratica di libertà e presenza, fosse di grande intensità emotiva, aperta a più generi possibili e con una resa polifonica che si accordasse anche al respiro del sonno di chi viene vegliato. Tutto questo in un tempo deformabile e indeterminato come quello della notte, in un modo allo stesso tempo crudo e delicato. La fortuna – continua- è stato avere a disposizione sei cantanti musicisti (me compresa) innamorati della voce, con attitudini corporee e background completamente diversi tra loro, capaci di coprire una larga parte del registro “umano”».

Il vinile (supporto scelto per le sue grandi dimensioni e perché in grado di attraversare il tempo), raccoglie anche i testi originali di Gabriele Dalla Barba, attorno a cui sono nati i primi testi delle canzoni, e gli artwork di Sara Garagnani, illustratrice del Collettivo che durante la performance dava traccia visiva delle parole reinterpretate dai cantanti in maniera polifonica.

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