«Finalmente la gente è in platea e noi lavoriamo per portarci tutti»
Alla vigilia della presentazione della seconda parte della stagione il direttore del Teatro Pavarotti-Freni Aldo Sisillo traccia un bilancio
Si ritiene soddisfatto il direttore artistico del Teatro Comunale di Modena Aldo Sisillo che, quasi al termine della stagione autunnale del Pavarotti Freni, fa il punto su come è andata questa prima parte di stagione. Maestro Sisillo possiamo dire che la gente è tornata a teatro?
«Direi proprio di si. E' andata sostanzialmente molto meglio di quanto ci si potesse aspettare. Certo, siamo lontani dai pienoni dell’era ante-Covid! Ora siamo in media ad un riempimento dei posti che si aggira intorno al 60% (dipende dallo spettacolo), ma in linea di massima possiamo affermare che la gente è tornata teatro. Io non finirò mai di ripeterlo che i teatri sono luoghi sicuri, grazie anche alle migliorie che abbiamo apportato con la ristrutturazione, come il ricambio dell’aria. Ma la paura ahimè non è svanita e la chiusura obbligata dei teatri durata 7 mesi ha lasciato strascichi. Tra questi anche una sorta di disabitudine ad andare ad assistere allo spettacolo dal vivo. A nostro favore però ha giocato il fatto di aver tenuto legato a noi il pubblico grazie ai progetti di streaming, come “Opera streaming”, che addirittura ci ha permesso di farci conoscere anche da fasce di pubblico che non saremmo mai riusciti ad approcciare».
Per quanto riguarda la logistica dei posti come vi siete organizzati?
«Per correttezza e per venire incontro alle persone abbiamo voluto rispettare chi aveva acquistato i biglietti prima del 15 ottobre (data in cui si era tornati a capienza piena), applicando per quegli spettatori la vecchia regola del distanziamento e quindi del salto posto. Quello che abbiamo potuto constatatale in ogni caso è che la maggior parte del nostro pubblico gradisce prenotare nei palchi, probabilmente per ragioni di sicurezza».
Tra le novità il progetto “Opera inclusiva”, in cosa consiste?
«Nel favorire la fruizione dell’opera anche per le persone ipovedenti o non vedenti o affette da sordità. Questo progetto, che abbiamo sviluppato in via sperimentale con la “Giovanna D’Arco”, è stato realizzato in collaborazione con l’associazione Ali (accessibilità, lingua e inclusione). Per i non vedenti è stato attivato, nei giorni precedenti all’opera, un percorso sensoriale direttamente sulla scena oltre ad un' audio descrizione in diretta in cuffia nel giorno della recita, mentre per i non udenti, che comunque durane l'opera hanno l'opportunità di leggere i soprattitoli, gli è stata offerta l'opportunità di usufruire di una preparazione allo spettacolo attraverso il linguaggio dei segni, ricevendo informazioni anche sulle sequenze musicali. Un’ esperienza ben accolta».
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