Sorprendenti pitture a quattro mani di Ersilia Sarrecchia e Massimo Lagrotteria
La mostra alla galleria Ranarossa, aperta fino al 4 dicembre propone tele realizzate dalla coppia di artisti in “Duet”
Michele Fuoco
Mostra a due alla galleria Ranarossa 3.0, in via Montevecchio 21. E le opere sono realizzate a quattro mani. Singolare il modo di procedere. Se da una parte l’immagine del quadro di Ersilia Sarrecchia (nata a Latina vive e lavora a Modena) reca interventi di Massimo Lagrotteria, dall’altra parte, è la Sarrecchia a completare la “narrazione” dei dipinti di Lagrotteria (nato in Svizzera, vive e opera a Carpi).
E’ una sorta di “divertissement”, non privo di fascino, in quanto la rappresentazione trova accostamenti ravvicinati che determinano un campo creativo che pare appartenere ad un solo artista, anche se l’immagine originaria viene rinvigorita da un nuovo messaggio di forza dettato dall’intervento del secondo artista.
I vigorosi personaggi (nudi, cavalieri, lottatori…) di Lagrotteria convivono con corpi, donne inginocchiate della Sarrecchia che porta, con segni e colori, una certa scioltezza, vivacità e persino levità alla figurazione.
Ai nudi femminili, con richiami pure a “L’origine del mondo” di Courbet, che Ersilia propone nei suoi quadri, l’artista di Carpi aggiunge mani, creature sdraiate, particolari cromatici di completamento o di natura “spiazzanti”, delineando un modello di racconto basato sulle singole esperienze. Varie le soluzioni tematiche, rafforzate da rapide ed esplodenti notazioni segniche, da intendere anche come appassionate registrazioni intime, «Il risultato di Duet – nota il curatore della mostra Andrea Saltini – è una convulsa sovrapposizione di immagini solo apparentemente illustrative, scomposte e basate su episodi autonomi, aperte alla possibilità di abbandoni lirici, vere e proprie mappe di forze, in cui ogni elemento rappresenta lo snodo di una pittura energetica e visionaria più che una narrazione coerente e organica». Il tessuto dell’opera è multiforme e vivace, perché quei nuclei inventivi che lo irradiano di particolari, lo arricchiscono di risonanze, di evocazioni, di significati, di intensità visiva.
Nella configurazione di immagini di duplice valenza, ritagliate nello spazio della superficie del quadro, si avvera un’abile strategia di narrazione che rafforza il racconto anche nel fiorire di digressioni, dell’arbitrario, suscitando una fuga anche verso l’irreale, il fantastico. Per il visitatore è stimolante scoprire le sorprese e la convivenza pacifica di stili e linguaggi dei due artisti che pure, in alcune parti, riescono a trovare consonanze espressive.
Ersilia Sarrecchia si è diplomata con lode all’Accademia di Belle Arti di Roma. La sua indagine creativa va dalla pittura alla fotografia e alla lavorazione della ceramica.
Centrale nella ricerca di Lagrotteria la figura umana e la sperimentazione di materiali diversi (collage di carta e cartone con ferro, rame e legno come base). Tutti e due hanno un curriculum espositivo di tutto rispetto. La mostra resterà aperta fino al 4 dicembre, il venerdì e il sabato dalle 17 alle 19.
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