Jenny, Vasco e Modena culla di una rinascita nel libro di Julia
Il romanzo d’esordio di Trocino storia autobiografica ambientata in città
CRISTIANA MINELLI
«Modena è un altro pugno che ho ricevuto nella mia vita. Modena è un filo spinato che delimita il confine della serenità. Modena mi accoglie con l’odore di colla. É la prima cosa che percepisco appena scendo dal treno». Sono alcuni dei passaggi che riguardano la nostra città tratti dal libro d’esordio di Julia Trocino, originaria di Modena, da alcuni anni trasferita a Crotone, «Jenny voleva morire», (pp. 94 €11,90, Planet Book editore, marchio della CSA Editrice). La protagonista del romanzo, Jenny, accompagna il lettore tra le strade tortuose della sua vita. Da Crotone a Modena, dal Sud – marino, salmastre, solare, e però, si vedrà, anche traditore – al Nord, a quella Modena che, per chi è alle prese con un nuovo lavoro, fa rima con futuro. Un viaggio faticoso, doloroso, complicato. Una storia di abbandono, in un certo senso – del luogo del cuore, delle braccia sicure in cui rifugiarsi per trovare affetto, delle certezze. E di scoperta, della città dove c’è una nuova casa, una nuova vita. Un libro toccante e a tratti anche un po’ respingente per le problematiche trattate, che attinge a esperienze dirette e indirette dall’autrice, evocate, a tratti, e poi sfumate con elementi di fantasia.
«La stazione me l’aspettavo più grande, più bella. Invece sembra la nostra. Sembra la stazione di Crotone prestata all’Emilia. Ha giusto un sottopassaggio che da noi non c’è», scrive l’autrice. E mentre la protagonista segue i suoi familiari, le 4 valigie «impregnate di odori e di storie che si sentono sui treni» si prendono tutta la scena. Quale? Quella che si prendono tutte le storie di migrazione, sradicamento, di faticosa ricostruzione. E di nostalgia.
Chi è la Jenny protagonista del libro? E quanto c’è della sua storia autobiografica in quella romanzata?
«Jenny in realtà è Julia. La mia è una storia autobiografica. Vasco Rossi è uno dei ganci a cui mi sono aggrappata. Per sempre. È mio fratello e mio amico. È mio padre e mia madre. È la mia fede».
Uso un brano del suo libro per una domanda difficile: la musica può salvare la vita?
«Vasco con le sue canzoni mi hanno davvero aiutato nei miei momenti di sofferenza».
Ha risposto sul serio a Sandro Ciotti quando lavorava in uno studio legale della zona Ovest della città? Perché in quel caso si tratta di lei o di Jenny?
«Sandro Ciotti è un contributo di fantasia, è inventato».
A Modena ha vissuto veramente? Che anni erano? Che esperienza è stata?
«A Modena ho vissuto negli anni ‘80, sono stati anni belli ma anche difficili».
Per sapere perchè, bisogna leggere. La scrittura, come la musica, a volte è un salvavita importante. Anche la lettura potrebbe esserlo, mentre in sottofondo sembra ancora di sentire il pezzo dedicato a Jenny, la canzone più dolorosa, e forse più bella, di Vasco Rossi.
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