Gazzetta di Modena

l’appuntamento 

La Gmi cala l’asso Concerto di Omar Sosa in concerto al Tempio

La Gmi cala l’asso Concerto di Omar Sosa in concerto al Tempio

Il pianista cubano vero esempio della classica “worldmusic”  Proporrà dal vivo i brani dell suo recente lavoro “Senses”

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MODENA. Un appuntamento fuori cartellone della Gmi, con un artista internazionale, interprete e incarnazione della world music. Si tratta di Omar Sosa che, alle 21 di oggi, si esibirà al Teatro Tempio di Modena, grazie alla collaborazione con Kino Music e con Metodo Four di Laura Polato. Ingresso: 20 euro con prevendita online su liveticket.it. Una sensualità ipnotica, lenta, quasi di sogno. Una ricerca di suono caraibico “destrutturato”, ma anche sperimentale, e verrebbe da dire quasi debussiano, liquido, sorprendente. Questa l'impressione immediata di “Senses”, il più recente lavoro di Omar Sosa. Il pianista cubano, poliglotta musicale che unisce i continenti, tra l’utopia e la realtà, è un'allegoria dello scambio artistico universale. Omar Sosa è un musicista planetario che meglio rientra nella world music, nella sua classificazione più ampia. Eppure Omar coltiva sempre un’intima connessione con le sue radici afro-cubane. "L’Africa e la Diaspora rappresentano una fonte musicale senza uguali - dice l’artista. - Ho provato a raccontare il profilo melodico del continente, e la sua grande forza ritmica. Il ritmo mette in collegamento ogni persona con lo Spirito supremo; e ogni terra ha il suo modo di chiamare lo Spirito, di unire le persone. Filosoficamente, attraverso il jazz che è forse il genere più rappresentativo della Diaspora, abbiamo cercato di mettere insieme i Caraibi, l’America Latina e l’Africa in un’espressione di libertà, una celebrazione della Diaspora che sopravvive ancora oggi". Di “Senses”, ultima delle sue più di 20 incisioni discografiche, così si esprime: "Ho pensato a ciò che stava succedendo nella mia vita: stavo attraversando un momento molto difficile dal punto di vista emotivo. Ma come si dice, tutto succede per una ragione, e grazie a questo momento duro nella mia vita personale, ho avuto l’opportunità di restare solo con le mie paure e con i miei dubbi, così come con i miei antenati e con gli Spiriti. Sapevo bene che la musica scaturita era il riflesso della mia tristezza, della mia angoscia, della disperazione e della nostalgia per la pace dell’anima che in quel momento non avevo. Ma al primo ascolto non è stato ciò che ho provato: ascoltando i brani non posso dire che mi abbiano fatto sentire triste. Tutt’altro. Oggi mi sento tranquillo, provo amore per il bene dell’amore".

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