Chiacchiere tra fumetto e vita racconti con la matita di tre artiste
Martina Sarritzu apre l’originale rassegna della biblioteca della pol. S. Faustino «Il disegno è una forma di comunicazione forte: riesce ad abbattere le barriere»
CRISTIANA MINELLI
L’hanno chiamata «una bulletta col cuore», ma a lei, fumettista di rango della scena contemporanea, è semplicemente un’artista. Si chiama Martina Sarritzu, cesenate, classe 1992, tra le autrici di “A.M.A.R.E.”, raccolta edita da Canicola, fresca di premio a Lucca Comics come miglior fumetto breve, ora in mostra con tavole originali al Mambo. Tocca a lei, giovedì 2 dicembre, alle 18 e 30, inaugurare la rassegna «Matite. Chiacchiere tra fumetto e vita», a cura di Arci Modena con il sostegno della Fondazione di Modena.
Un’inedita serie di incontri, ravvicinati, con la nona arte, vissuta in presa diretta, raccontata vis à vis dalle sue creatrici.
Dopo l’apertura, affidata appunto a Martina Sarritzu, si prosegue il 9 dicembre con Giulia Cellino aka Ritardo, tra le autrici selezionate da Fumettibrutti per la raccolta di storie brevi «Sporchi e subito» edita da Feltrinelli Comics. Classe 1994, si è diplomata all’Accademia di Belle Arti di Bologna, collabora con diversi collettivi e con riviste, come D di Repubblica. La rassegna si chiude il 16 dicembre con Eliana Albertini, anche lei nel gruppo di autrici di “A.M.A.R.E” edito da Canicola. Classe 1992, ha frequentato l’Accademia di Belle Arti, è una delle fondatrici del collettivo «Blanca» e nel 2019 ha vinto il premio «Nuove Strade» al Festival Napoli Comicon. Tra le sue opere «Malibù» pubblicata da Beccogiallo.
La nostra, manco a dirlo, è una città con una forte vocazione per il fumetto, che si è incapricciata delle Sturmtruppen di Bonvi, di Lupo Alberto di Silver, dei fumetti Supergulp! Fumetti in Tv di Guido De Maria e Giancarlo Governi, di Comix, il giornale dei Fumetti edito da Franco Cosimo Panini e si potrebbe continuare, girando attorno a quel pianeta fantastico, mai del tutto esplorato, che ha la matita al posto del cuore.
E quindi, come dicono i giovani, «ci sta». Ci sta che a fare da culla del pensiero, fumettista, di genere, sia Modena, culla di un modus artistico, di genere, per definizione, geniale.
La rassegna consente di sentire, direttamente dalla bocca di tre delle autrici di punta del momento, cosa significa, oggi, fare il loro lavoro, come è cambiata la narrazione femminile e quella dei corpi infilati nelle strip contemporanee e come, anche semplicemente armati di carta e matita, si possa contribuire ad abbattere gli stereotipi di genere.
Martina, nei suoi disegni ci sono due anime, quella della sua formazione e quella della narrazione per immagini. Cosa significa, per lei, esprimersi al femminile?
«Al disegno sono arrivata quasi per caso, dopo la laurea in psicologia che mi è servita, fondamentalmente per capire che avevo sbagliato direzione. Ho ricominciato da capo e mi sono iscritta all’Accademia a Bologna. Mi esprimo al femminile disegnando, semplicemente, la verità, raccontando ciò che vedo, quello che succede, anche storie indicibili, in modo più libero rispetto alla parola. Affronto temi come quello della sessualità nella preadolescenza e nell’adolescenza. Il disegno è anche uno strumento di comunicazione».
Come si fa ad abbattere stereotipi di genere con carta e matita?
«Disegnando le cose così come stanno. Il disegno per me è un’area in cui poter rappresentare tutto. Anche cose crude, grottesche, quello che vedo, per come lo vedo. Sesso, violenza, relazioni fra esseri umani, che metto sul foglio con uno sguardo diretto senza preoccuparmi di cosa penseranno gli altri».
Cos’è il fumetto grottesco perché è diventata la tua cifra espressiva?
«Sono sempre stata definita una persona grottesca, perché trovo piacere a notare quel che è storto, nel dettaglio. Ho uno sguardo al microscopio, che vede tutto più grande di quello che è. Forse mi è rimasto lo sguardo zoom che hanno i bambini. Racconto le imperfezioni del corpo, gli inestetismi con i quali tutti, prima o poi fanno i conti. La realtà di per se e grottesca. Non faccio che disegnarla».
Tutti gli incontri si terranno presso la Biblioteca del Fumetto della Polisportiva San Faustino di Modena in via Wiligelmo 72.
Le autrici doneranno una loro opera, con dedica, che potrà quindi essere presa in prestito alla Biblioteca del Fumetto. Ricordiamo che per l’ingresso sono necessari la tessera Arci e Green Pass.
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