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L’avventura editoriale di Silvia Roncaglia tra gatti e filastrocche

MONICA TAPPA
L’avventura editoriale di Silvia Roncaglia tra gatti e filastrocche

Decolla il progetto dell’autrice che ora è anche curatrice Nuove divertenti storie con i disegni di Tessaro e Costa

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MONICA TAPPA

Filastrocche, gatti, personaggi curiosi in libreria e una nuova avventura come curatrice editoriale. Per l’autrice modenese Silvia Roncaglia è un anno pieno di fantasia e soddisfazioni. .

È arrivato in libreria un volume di 365 filastrocche, pubblicato da Lapis. Come è nato il progetto?

«Mio padre, alla cui memoria ho dedicato questo libro, aveva una felice e facile predisposizione alla filastrocca che io devo aver ereditato. Scrivere in rima è la cosa che mi viene più facile e naturale al mondo, ma in Italia pochi editori pubblicano poesia, considerandola un genere poco commerciale. Fa eccezione Lapis, che in questi ultimi anni si è configurata come la casa editrice di riferimento ideale. Ho inviato a Rosaria Punzi una raccolta di rime. Non mi aspettavo che mi proponesse questa impresa titanica: 365 filastrocche, una per ogni giorno dell’anno, di lunghezza standard e diversificati argomenti e soggetti. Per mesi ho girato con fogli e penna appresso dove riversavo ottonari o endecasillabi e addirittura, in quel periodo, molti pensieri nella testa si declinavano e presentavano in rima! Le illustrazioni di Gek Tessaro poi sono state un vero regalo: la ciliegina sulla torta».

Anche in un volume della collana "I nuovi colori del mondo" di Città Nuova ha usato la rima, creando un alfabetiere di gatti…

«Per “Gatti dalla A alla Zeta” l’ispirazione è nata da un’illustratrice straordinaria, Daniela Costa, che stava creando quadri e biglietti con gatti per protagonisti e li postava su Facebook. Ispirata, ho scritto di getto due filastrocche e gliele ho mandate. Nel libro sono poi diventate quelle dei gatti Sisto e Vito. Spontaneamente le avevo scritte piene di allitterazioni con la stessa lettera del nome, S e V, con ritmo incalzante, in una cascata di rime e assonanze scoppiettanti. Erano il tipo di filastrocche che componevo per i miei alunni in classe prima, quando insegnavo alle elementari, perché apprendessero le lettere in modo giocoso. Così è nata l’idea dell’alfabetiere, subito proposta a Daniela e acquisita da Città Nuova. Ogni tavola, come negli alfabetieri scolastici, riporta la lettera in minuscolo e maiuscolo, sia in stampato che in corsivo, e per riconoscerne il suono con sicurezza nella cornice si ripete un particolare ben identificabile: sole per la S, vaso per la V… Questo è il mio anno “poetico”. Anche con Gribaudo ho pubblicato in rima “Un fazzoletto per l’elefante”».

Della collana "i nuovi colori del mondo" lei è anche curatrice editoriale. Ce la racconti?

«Sono stata invitata a curare restyling e rilancio della storica collana “I colori del mondo”. Ero stata una delle loro autrici di punta e l’editore ha chiesto la mia collaborazione sia come curatrice che come autrice. Per ora sono 6 libri l’anno per primi lettori, con criteri grafici e accorgimenti per facilitare la lettura. La collana si declina in tre diverse tendenze editoriali, segnalate da tre timbri: “Messaggi in bottiglia”, storie che promuovono valori importanti. “Tesori ritrovati” ripesca “perle” fuori catalogo, titoli ancora attualissimi e “All’arrembaggio” con libri inediti per far nascere il piacere di leggere. L’ultimo uscito, Il Cicognac, è illustrato da Sophie Fatus e, anticipazione, il prossimo vedrà l’accoppiata Anna Lavatelli e Antongionata Ferrari: grandi autori e illustratori, quindi!

Ora pubblichiamo anche albi illustrati: il primo, “Piccolo Cavallo” di Cinquetti, illustrato dalla Civardi, ha già avuto un’ottima accoglienza.

Si rivolgi principalmente a giovanissimi. Perché?

«In questo momento devo smentirti perché ho appena consegnato a Einaudi il romanzo più lungo e complesso che abbia mai scritto: un fantasy young adult. E un altro ne sto scrivendo, realistico, che tocca argomenti piuttosto scabrosi. Però, hai ragione, la maggior parte della mia produzione è rivolta ai più piccoli, proprio come la collana che curo. La qualità in un libro è sempre auspicabile, ma per i più piccoli l’impegno e la cura sono ancora più importanti perché è creando un’affezione al libro e alle storie che si contribuisce a formare i lettori di domani».



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