Gazzetta di Modena

Il dono degli eredi di Graziosi 

La Via Crucis in 14 incisioni nella chiesa di Savignano

M.F.
La Via Crucis in 14 incisioni nella chiesa di Savignano

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SAVIGNANO. È un’esperienza anche di illuminazione, di natura mistica e ineffabile quella di Graziosi che porta l’arte ad una dimensione di trascendenza, esplorando le radici della condizione dell’uomo. Come tale si presenta la Via Crucis che gli eredi dell’artista hanno voluto donare, di recente, alla chiesa San Marco di Savignano, con una cerimonia che ha visto gli interventi del parroco Don Pier Giovanni Gallesi, del maestro di incisione in Firenze Vairo Mongatti e del sindaco Enrico Tagliavini. Le 14 stagioni presentano uno schema narrativo di intensità di immagini di dolore, di violenza dell’uomo sull’uomo, con tanti elementi di concretezza che avverano, in un groviglio si segni, la tragicità delle scene. Il cammino verso il Golgota vive in una tensione fortemente drammatica, nel contrasto di tiepida luce e forti ombre che accentuano il senso della sofferenza che Gesù subisce nel momento in cui vien flagellato e coronato di spine, cade tre volte sotto il pesante legno della croce, viene spogliato delle vesti, fino a morire in croce e deposto nel sepolcro.

In questo percorso di sofferenza lo sgomento è tale da indurre alla pietà, a gesti di aiuto le donne di Gerusalemme, il Cireneo e la Veronica che gli asciuga il volto. Ogni tappa vien tradotta dal segno di Graziosi come spazio dell’angoscia, dello sgomento che si prova di fronte a tanta tragicità, alla lacerante e sconvolgente condizione della figura di Cristo. E il dramma non può che essere messo in evidenza dal ritmo incalzante di oscure dissonanze espressive che si offrono come visione della negazione della vita umana. Ogni opera nasce dalla pena di cui l’umana esistenza si trama, attraverso i segni forti di perizia tecnica del maestro incisore su cui si è soffermato Mongatti, evidenziando «la straordinaria manualità dell’artista che si cimentava in opere complesse con grande padronanza e risultati stupefacenti».

M.F.



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