«I piccoli momenti di felicità della vita vale la pena di continuare a goderceli»
Francesco Piccolo torna a teatro insieme a Pif e ci racconta il loro spettacolo del 18 dicembre a Vignola
Laura Solieri
VIGNOLA. Francesco Piccolo, Premio Strega 2014 con “Il desiderio di essere come tutti” (Einaudi), scrittore, sceneggiatore e autore televisivo, torna sui palcoscenici accompagnato da Pierfrancesco Diliberto, in arte Pif, già protagonista del film “Momenti di trascurabile felicità”, scritto a quattro mani dall’autore con Daniele Lucchetti. Dopo la tournée 2018/2019, lo spettacolo teatrale “Momenti di trascurabile (in)felicità” arriva sul palco del Teatro Ermanno Fabbri di Vignola sabato 18 dicembre alle 21, un’ora dedicata ai momenti trascurabili della quotidianità, che ci accomunano tutti in un sorriso, a volte amaro. Con una lente di ingrandimento puntata sul quotidiano di ciascuno di noi, lo spettacolo rappresenta l’occasione per portare a teatro attraverso la viva voce del loro autore tre libri di grande successo tutti editi da Einaudi: “Momenti di trascurabile felicità” (2010), “Momenti di trascurabile infelicità” (2015), e “Momenti trascurabili vol. 3” (uscito nell’anno 2020).
Piccolo, cosa trascuriamo di più nella nostra quotidianità?
«Siamo troppo concentrati sugli assoluti, quindi trascuriamo non qualcosa dentro la quotidianità ma il senso della quotidianità. Dentro di essa ci sono tantissimi valori significativi e preziosi ma noi con lo sguardo sull’assoluto li facciamo passare con indifferenza. Ognuno di noi ha una, due, tre cose che nella vita gli aprono l’anima e la testa: seguire quelle cose è un dovere verso se stessi».
La fortuna e lo sbaglio: quanto peso hanno queste due circostanze nella nostra felicità?
«Nella felicità pesano tantissime cose, la casualità è una delle questioni dell’esistenza che noi cerchiamo di ignorare ma in realtà è impossibile ignorare nel corso della vita quanti inciampi, errori, sbagli, possono cambiarla. Come la fortuna, sono molto importanti ma allo stesso tempo bisogna pensarci il meno possibile e cercare di essere felici senza occuparsi del destino».
Nelle sue opere si concentra molto sul quotidiano ma qual è il suo rapporto con lo straordinario?
«È un impatto enorme nella vita che capita poche volte, tanto determinanti. Uno dei motivi per cui cerco di raccontare il quotidiano è proprio il fatto che non bisogna restare in attesa dello straordinario perché nell’ordinario c’è un’enorme quantità di felicità e infelicità di cui avere cura, e quindi il rapporto con lo straordinario diventa arrendevole e distratto».
Per costruire la sua personalità narrativa, come ha coltivato nel tempo la sua attenzione verso il mondo?
«La mia attenzione e curiosità verso il mondo mi hanno spinto a scrivere, lo sguardo che ho sempre avuto in maniera un po’ naturale, istintiva, verso i dettagli e le curiosità della vita, mi ha spinto a volerle raccontare. Mi capita spesso, rispetto ai miei libri, che mi dicano che ci si identifica, storie di vita quotidiana in cui ci si ritrova proprio perché io stesso quando le guardo, torno a me».
Ha firmato, tra le altre cose, sceneggiature per Nanni Moretti, Paolo Virzì, è autore della serie tv “L’amica geniale” tratta dal best seller di Elena Ferrante. Com'è raccontare il noi e l'io nell'ambiente cinematografico e in quello letterario?
«Cerco di pensare che l’universalità e l’individualità siano più parenti possibile, anche perché l’io ha un senso se in un qualche modo viene percepito come un noi, quindi in letteratura uso di più un io ma per arrivare a un noi e nel cinema il noi deve essere il più possibile identificativo per uno spettatore e qui è forse più il noi che va verso l’io. In ogni modo, l’universalità e l’individualità devono cercare di sposarsi il prima possibile perché se no si racconta di se stessi senza interesse per gli altri».
Paura, felicità e infelicità. Che ruolo ha la paura nel determinare queste due dimensioni? A volte fa più paura essere felici che infelici...
«La paura è un fattore determinante in un essere umano, lo è anche quando non c’è o quando si crede che non ci sia. Fin da bambini cominciamo a combattere contro le nostre paure e passiamo l’intera esistenza a farlo, mentre le paure cambiano e si trasformano con noi: è un po’ questo il modo di attraversare l’esistenza».
Informazioni e prenotazioni per lo spettacolo, in programma il 18 dicembre: info.biglietteria@emiliaromagnateatro.com- 059 9120911
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