Maestosa ceramica di Capucci come opera pubblica per Montale
MODENA. Andrea Capucci festeggia il compleanno con la mostra “Un giorno per nascere”, da domani alle 18 presso Hangar Rosso Tiepido, in via Emilia Est 1420, diretto da Tiziano Del Vacchio, dove espone i lavori degli ultimi tre anni. Ad occupare uno spazio notevole una imponente lastra in fotoceramica, realizzata in collaborazione Rosso Tiepido e Florim di Fiorano, che in febbraio, a conclusione della mostra, sarà posta sulla facciata di una villa a Montale. La gigantesca lastra bianca in tre parti è una riproduzione dell’enorme disegno a china, dal titolo “Diario pubblico”, lungo 10 metri, che Capucci ha presentato, nel 2020, nella rassegna “Privatissima” al Palazzo Ducale di Pavullo. Le immagini riflettono storie diverse che l’artista ha tracciato con il segno in taccuini, come diario personale. «E’ un racconto – dice l’artista - con tematiche differenti, ognuna con la propria autonomia di rappresentazione, ma una accanto all’altra». Non mancano rimandi, allusioni, echi, strutture di comunicazione che sfociano nell’immaginario per gli elementi umani, di natura di cui si connotano le immagini. «La grande opera fa parte del progetto che l’associazione Rosso Tiepido – sostiene Del Vacchio – sta sviluppando da anni con l’amministrazione comunale di Montale, collocando in varie zone del paese murales di artisti internazionali. E’ stata realizzata, con risultati sorprendenti, nei laboratori della ceramica Florim, leader mondiale nel settore, sempre attenta a progetti ecosostenibili per i suoi processi produttivi, dove a capo c’è un illuminato industriale, Claudio Lucchese, noto anche come appassionato di arte contemporanea (nella sua collezione c’è pure il cavallo di Paladino, quello della piazzetta dell’ex Manifattura Tabacchi) che ha donato l’opera alla comunità di Montale, frazione di Castelnuovo, di cui è sindaco “coraggioso” Massimo Paradisi». In mostra anche una installazione site specific che dialoga con la “cattedrale immaginata”, come è stato definito il luogo espositivo (capannone), sulle cui pareti sono intervenuti i più famosi writers. “Felix” è il titolo dell’installazione, dal nome del gatto, sempre in agguato per catturare uno dei 30 uccelli, disposti in alto, in più posti. L’installazione resterà in permanenza nello spazio Hangar, per il quale era stata pensata e realizzata. “Mi piace pensare – nota Enrico Turchi - a questo gruppo scultoreo come il racconto di una favola circoscritta, la summa di una storia parlata di cui da un frangente si dipanino diversi possibili scenari. La felicità del gatto sta nello stesso gesto di una costante tensione al raggiungimento di un obiettivo, del prossimo risultato, dell'opera compiuta. Al centro del suo immaginario sono l’uomo, la donna, gli animali; a loro Capucci (quattro anni fa tra i promotori dell’installazione di oltre 30 sculture “Le pietre per parlare”, dedicata al viaggio, e quindi all’immigrazione, nel piazzale della stazione ferroviaria di Porta Nord) affida il compito di comprendere il mondo tramite la natura e il tempo. Attimi di meraviglia, di ciò che l’artista chiama incanto, si susseguono accanto a frammenti di dramma dove la vita e la morte si specchiano in un continuo gioco di rimandi”. Il suo atelier è un vero laboratorio di idee.
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