Gazzetta di Modena

la mostra 

Pitture di paesaggio di Giuseppe Zola rappresentazione dei luoghi dell’anima

Michele Fuoco

Alla Galleria di Bper Banca otto grandi opere del bresciano Un artista amato dall’aristocrazia e da collezionisti del ‘700

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Michele Fuoco

Si indaga, presso la Galleria, Collezione e Archivio Storico di Bper Banca, sulla pittura di paesaggio, con la mostra “Paesi vaghissimi” di Giuseppe Zola, bresciano che lavora, sin da giovanissimo, a Ferrara dove muore nel 1743, all’età di 71 anni. Alle pareti, da oggi, otto le tele, di grandi dimensioni, che provenienti dalla nuova sede del Monte di Pietà di Ferrara, edificata nel 1756, fanno parte, con altri 24 dipinti dello steso autore, del gruppo bancario, dopo la fusione della Cassa di Risparmio di Ferrara in Bper Banca. Opere che hanno permesso a Lucia Peruzzi, curatrice della mostra, di approfondire, con una rigorosa analisi, le caratteristiche del paesaggio del Settecento nel rapporto con quello dei secoli precedenti. “Zola affonda le radici – evidenzia Peruzzi – nella cultura del paesaggio seicentesco, che comincia ad affermarsi nella sua autonomia con il paesaggio classico, con la natura che finalmente non è solo sfondo ma diventa complemento integrante della storia, dalle visioni solenni e idealizzate, quasi senza tempo, alle immagini di una natura pittoresca, carica di sentimenti e suggestioni. La pittura dell’artista bresciano parte dal paesaggio classico per diventare pittura di carattere arcadico, più legata al sentimento della natura per creare piacevolezza. Una natura, quindi, classica ma anche popolata non più da miti ed eroi della mitologia classica, ma di scene di vita quotidiana, di contadini, viandanti, di gente comune che non viene rappresentata dal punto di vista sociale”. Nei suoi dipinti vengono raffigurati paesaggi alpestri con rocce e cascate, architetture in rovina, scene portuali, vecchi casali, contadini, cacciatori, serene vedute di campagne, placidi paesaggi fluviali, montagne in lontananza. L’atmosfera vive nel silenzio nell’azzurro del cielo. L’Arcadia a cui richiama questa pittura “diventa – dice la curatrice – una terra mitica, fonte di pace e di serenità, trasformandosi in un luogo dell’anima in cui l’uomo vive in perfetta armonia”. Lo sguardo di Zola va anche a Claude Lorrain e Salvator Rosa, “in una ricerca cromatica di stampo veneto mediata dalla conoscenza di Marco Ricci”. Non sono estranei al “fare arte” di Zola, nel primo periodo, il classicismo bolognese di area carraccesca e il descrittivismo fiammingo. La sua pittura che si nutre di elementi anche estetici troverà rispondenze negli amanti del giardino all’inglese. Carica di sentimenti, la sua opera, che prelude a quella del Romanticismo, sa compiacere lo spettatore. E la pratica del paesaggio, che ha il suo centro a Roma a Venezia, ma pure a Ferrara, avrà molti ammiratori. I suoi dipinti, “discretissimi” nei prezzi, registreranno un grandissimo successo a Ferrara, non solo presso l’aristocrazia, ma anche per il cambiamento di gusto dei collezionisti per una pittura che affronta tematiche più leggere legate alla storia e al paesaggio. La mostra, aperta fino al 13 marzo (da venerdì a domenica 10-13, 14-18, chiusura dal 24 al 26 dicembre, e dal 31 dicembre al 2 gennaio), “vuole, tra l’altro, sensibilizzare – dichiara la presidente Bper Banca Flavia Mazzarella – il pubblico sull’importanza di preservare le meraviglie del territorio”. E sulla “riflessione sul paesaggio, la natura, e sull’attenzione della cultura alla responsabilità sociale che Zola esprime con le sue opere” pone l’accento Sabrina Bianchi, responsabile del progetto, che si sofferma sulla mostra, aperta anche alle scuole. Sono state accolte alcune classi”. Se Greta Rossi, coordinatrice della Galleria, ricorda che sono ben 11 le mostre dal 2017, e parla dell’importanza dell’Archivio Storico di Bper che ha prodotto quattro quaderni di studi, valorizzando pure la storia e la cultura del territorio, l’assessore alla cultura Bortolamasi sottolinea il ruolo importante di Bper nel sistema culturale della città, ricordando le iniziative sulle novità editoriali che si svolgono al Forum Monzani, con grande partecipazione di pubblico.

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