Arti visive e movimento si fondono Così si danza nell’Hyperinascimento
A Palazzo Santa Margherita “Fuoco Fondo”, grazie a Fmav e Csi nella Giornata del Contemporaneo
il racconto
sara terenziani
Pensate sia possibile coniugare sport, cultura e scienza (soprattutto quest’ultima)? A primo impatto potrebbe sembrare impossibile, invece è proprio questo l’obiettivo raggiunto dalle ballerine e dai ballerini di quattro scuole di danza di Modena, che si sono esibiti in occasione della diciassettesima giornata del Contemporaneo promossa da Amaci (Associazione dei Musei d’Arte Contemporanea Italiani).
Sabato scorso si è infatti tenuta una serie di quattro appuntamenti di danza contemporanea che ha visto volteggiare giovanissimi talenti presso Fmav (Fondazione Modena Arti Visive) a Palazzo Santa Margherita, come parte di un progetto dal nome “Fuoco Fondo”, che ha ridato vita ad alcuni spazi della storia e della cultura modenese.
«L’iniziativa quest’anno ha come filo conduttore il tema del performativo e questi appuntamenti sono stati realizzati in collaborazione con il Csi (Centro Sportivo Italiano) di Modena nell’ambito del progetto “Materica:il movimento che semina cultura», esordisce Marika Minghetti, responsabile della Commissione Cultura, Eventi e Danza del Csi.
A guidare l’esibizione sono stati anche gli elementi naturali che creano movimento e di conseguenza anche cultura, insieme al simbolo del fuoco. E ad accogliere i giovani artisti e il pubblico c’era un luogo estremamente suggestivo e ricco di stimoli: le esibizioni si sono infatti tenute negli spazi unici nel loro genere della mostra “Hyperinascimento” realizzata dall’artista di origine milanese Luca Pozzi.
Le coreografie sono ispirate alle sue opere e sono state realizzate appositamente dalle coreografe delle scuole di danza di Modena: vedono la fusione tra arti visive e movimento. E proprio come indica il nome stesso della mostra, questa si ispira al Rinascimento in tutte le sue sfaccettature.
«È una mostra che si sviluppa a partire dalla multidisciplinarietà dell’artista rinascimentale, che conosceva tante discipline, dalla matematica alla fisica fino all’arte, come il famoso Leonardo da Vinci, e Luca Pozzi nella sua creazione riesce a far incontrare storia dell’arte, fisica quantistica e scienza applicate alle tecnologie contemporanee con la leggiadria della danza», spiega Chiara Dall’Olio, curatrice per Fmav (Fondazione Modena Arti Visive).
Ed è così che la danza, quindi lo sport, si trasforma in modo inaspettato, con giovani artisti che ballano su un tappeto sonoro in una stanza buia che rimanda e si ispira alla fisica quantistica. «Credo che sia fondamentale far capire che lo sport e il mondo culturale sono strettamente connessi l’uno all’altro e con l’impegno, la fantasia e la collaborazione tante realtà diverse possono fondersi in una perfetta unità, proprio come è successo in questo caso - continua Marika Minghetti - La danza è sport ma è anche arte e ogni forma di arte è cultura, con la quale anche le discipline scientifiche, che appaiono istintivamente così distanti, possono fondersi», conclude soddisfatta ed orgogliosa.
Più di duecento persone hanno seguito l’evento, in totale sicurezza e rispettando le norme Covid. Si sono alternati, nei turni di danza, otto interpreti delle compagnie Blaksoulz e Spazioricerca17 (coreografie di Elisa Balugani, Sara Monari e Martina Ronchetti), 14 interpreti allievi della scuola Formazione Professionale ModenaDanza (coreografie di Sara Monari e Martina Ronchetti), 6 interpreti allievi della scuola di danza Backstage di Formigine (coreografie di Nadia Trevisi). Del progetto ha fatto parte anche la scuola di danza Ars Movendi Studio di Casinalbo (coreografie di Jon B e Giorgia Guastalli).
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