Gazzetta di Modena

Giorgini racconta la storia di Adria e l’amore di mamma per un partigiano

Giorgini racconta la storia di Adria e l’amore di mamma per un partigiano

Oggi alle 18 alla Casa delle donne lo scrittore presenta il suo libro 

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MODENA. «“…Avvolta nell’impermeabile L’Adria aspetta, con le gambe rannicchiate sotto di lei, seduta a terra, scrutando il muro, e la luce incerta, i soldati col fucile e il teschio che la sovrastano... Tutto quel sole le ferisce gli occhi, si ferma incerta sulla soglia ascolta una musica, le sembra di sognare, forse è già nell’aldilà, morta senza accorgersene. La voce parla un impeccabile italiano, al pianoforte siede di spalle un giovane biondo nell’uniforme nera, venga avanti, non ho niente da chiederle tanto so che lei è una partigiana, che siete tutti partigiani…In mezzo alle note le si gela il sangue, è rimasta sola di fronte al male. L’Adria respira lenta preparandosi a quel che accadrà».

L’Adria era mia madre. Questa storia me l’ha raccontata a spizzichi e bocconi, fin da quando avevo sette anni, forse meno” scrive Bruno Giorgini nel libro “L’Adria. Storia di un amore partigiano” (Pendragon, 2021), che sarà presentato in una iniziativa promossa dal Centro documentazione donna e Blu Bramante a Modena, oggi alle 18, presso la sala R.Bergonzoni della Casa delle Donne, in Str. Vaciglio nord, 6. Dialogheranno con l’autore Franca Ferrari di Blu Bramante e Caterina Liotti del Centro documentazione donna, con letture di Anna Perna.

Il testo intreccia, nella trama di un racconto evocativo e potente, la storia familiare alla grande Storia.

Sullo sfondo un orizzonte di paesaggi emiliano-romagnoli, fatti di dialetti e mestieri, di battaglie partigiane, di amori clandestini, di passioni politiche, di coraggio nonostante il terrore, ma soprattutto dei valori di una madre che diventa emblema di quella generazione che, attraverso la sua fede politica, ci ha consegnato un pezzo di libertà. In queste pagine non è racchiusa una "semplice" storia familiare, bensì una stratificata saga dove passione politica e amori clandestini si consumano sullo sfondo di una lotta spietata. Tra fascismo e socialismo la voce dei diseredati romagnoli qui risuona forte e chiara come il grido di chi resiste e la violenza di chi offende. Una narrazione potente che ci trasporta nel mondo delle battaglie partigiane, quando si sapeva che era possibile morire per un ideale. Quando la vita aveva valori: dignità, coraggio, fedeltà, ma anche amore e amicizia. Una vita vera, quella dell'Adria, degna di essere raccontata.

Bruno Giorgini è nato a Forlì, nel cuore della Romagna, nel 1946. È fisico teorico e giornalista, attualmente direttore responsabile di Radio Popolare di Milano, senior scientist all’INFN - gruppo IV sezione teorica - e collabora con la rivista «Inchiesta». A quattordici anni enuncia il suo programma di vita fondato su quattro punti: fare la rivoluzione, studiare la natura, scrivere, andare per mare. Ad oggi, guardandosi indietro, si rende conto di non essere riuscito ad andare per mare quanto avrebbe voluto. L’iniziativa è a ingresso libero con Green Pass obbligatorio



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