Eliana Albertini, storie di una fumettista tra provincia, adolescenti e terre di mezzo
Oggi pomeriggio alle 18,30 alla Biblioteca della Polisportiva San Faustino di Modena
CRISTIANA MINELLI
La rassegna «Matite. Chiacchiere tra fumetto e vita», un’inedita serie di incontri con la nona arte, raccontata vis à vis dalle sue creatrici, si chiude con Eliana Albertini, l’artista, dallo sguardo disimpegnato che racconta storie di provincia, adolescenza e altre terre di mezzo. Appuntamento, come di consueto, oggi pomeriggio alle 18.30, presso la Biblioteca del Fumetto della Polisportiva San Faustino di Modena in via Wiligelmo 72.
Curata da Arci Modena con il sostegno di Fondazione Modena, la rassegna, questa volta, ospita, una delle voci più promettenti del fumetto italiano, disciplina che nel nostro Paese sta assumendo, sempre di più, i contorni di un rendez-vous con la ricerca e la sperimentazione. Matita emergente, classe 1992, dopo aver vissuto in un piccolo paese fino ai 19 anni, si è trasferita a Bologna per frequentare l’Accademia, dove ha trovato consapevolezza dei suoi mezzi e un futuro professionale.
È una delle fondatrici del collettivo Blanca, una delle altre esperienze di fumetto e illustrazione extra-accademiche che l’hanno coinvolta, già a partire dal 2013, insieme a Irene Coletto, Martina Tonello e Noemi Vola. Del suo lavoro ha detto «mi piace disegnare e scrivere liberamente, senza impormi schemi o paletti. Credo che il fumetto in Italia stia vivendo un bel momento e sono sempre più curiosa di ciò che può riservare il futuro».
Libera da schemi e da definizioni, chi è allora, Eliana Albertini?
«Sono una fumettista. La libertà che sento di prendermi quando lavoro sta tutta nel non sentirmi ingabbiata per forza in un genere. Così posso fare cose anche molto diverse fra loro»
L’esordio con «Luigi Meneghello, apprendista italiano». Da allora che cosa è cambiato?
«Sono diventata più consapevole del mezzo, più sicura, oggi so come ottenere l’effetto che voglio mentre lavoro. Anche se sento che dentro di me il processo di ricerca sta continuando. É un libro che mi ha dato una spinta notevole. Luigi Meneghello era uno scrittore della provincia di Vicenza, un partigiano, che in tarda età ha pubblicato libri che raccontavano la sua esperienza di vita come partigiano e come insegnante in Inghilterra. Era uno che non si definiva nemmeno uno scrittore. Poi però è stato molto letto e apprezzato. Io non lo conoscevo. Me l'ha proposto la casa editrice Beccogiallo. L’ho scoperto e mi è piaciuto tantissimo».
La provincia, nel tuo lavoro, salta fuori come un tableau vivant. Per raccontare la periferia bisogna farne parte?
«Siccome io ne faccio parte al cento per cento mi sento di rispondere di sì, ma non vorrei che fosse interpretato come un limite. Racconto la provincia perché conosco bene le sue dinamiche sociali, ci sono cresciuta. Farei fatica a raccontare altrettanto bene la città, anche se ora ci vivo, perché non l’ho interiorizzata».
Hai detto che il tuo è uno sguardo disimpegnato, dal punto di vista artistico, che ti seve per cogliere le storie che camminano già da sole per strada…
«Parto sempre da qualcosa che ho visto o sentito. È diventato un esercizio dello sguardo, del pensiero. Disimpegno, per me, significa sentirsi liberi di pescare i particolari».
Hai vinto il Premio Speciale Napoli Comicon 2019 Nuove Strade come miglior talento emergente del 2018, attribuito in collaborazione con il Centro Fumetto “Andrea Pazienza” di Cremona. Un riconoscimento che ti ha aperto strade nuove?
«Quando ho vinto quel premio ero a metà del mio secondo libro, «Malibù». Più che avermi aperto strade nuove è stato traguardo importante, arrivato in un momento delicato, che mi ha molto motivato. Mi ha dato la carica, per andare avanti, più convintamente, in quello che stavo facendo».
Come le altre autrici della rassegna anche Eliana Albertini donerà una sua opera, con dedica, che potrà essere presa in prestito alla Biblioteca del Fumetto. In questo caso «Malibù» pubblicata da Beccogiallo In osservanza con le attuali norme vigenti in materia di contrasto al Covid, ingresso con Green Pass. E tessera Arci.
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