Gazzetta di Modena

A VIGNOLA 

Se fare pittura dà significato alla vita non solo d’artista Mostra al Salotto Muratori

Michele Fuoco
Se fare pittura dà significato alla vita non solo d’artista Mostra al Salotto Muratori

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Michele Fuoco

Nessuna scuola d’arte. Il fare pittura e scultura Camilla Ferri lo ha appreso direttamente negli atelier di noti artisti, come Giorgio Tosi, Marco Grimandi e Paolo Sighinolfi. E le sue opere esposte al Salotto di L.A. Muratori a Vignola, fino al 19 dicembre (venerdì 15.30-18.30, sabato e festivi 10-12, 15.30-18.30), riflettono contaminazioni con il lavoro e il pensiero dei tre maestri. Ecco allora nella prima sala alcune sculture in terra cruda, che vogliono figurare germogli di fiori. Il linguaggio trova accentuazioni formali in direzione astratta, in un equilibrio di tensione tra elementi di significati anche simbolici. Il senso della costruzione dell’immagine, con canoni tradizionali, si afferma in quelle sculture in terracotta, che rappresentano Santa Teresa, il gatto e la vecchia, seguendo la lezione del maestro Sighinolfi. Nella pittura, dove è evidente nella sostanza del colore e nell’impianto compositivo l’influenza di Marco Grimandi, prendono concretezza e descrittività paesaggi modenesi (lungo il Tiepido, sulle rive del Guerro, sentiero…), dove l’artista di Castelnuovo, originaria di Serramazzoni, esalta la splendida vegetazione. Suoi anche scorci gli veneziani che si impongono per la sobrietà coloristica. L’operazione figurale, per quanto riguarda il bozzetto di nudo, maternità, volti di giovani e vecchi, si esplica in una sobria e organica modulazione di forme e il linguaggio assume connotazioni affettive, anche personali e rievocative.

Riescono a sorprendere i suoi acquerelli per lo spazio libero, di luce, in cui si manifestano le metamorfosi di fiori e farfalle che acquistano aspetti di animali (orsi, serpenti…). «Vivo la soddisfazione – confessa l’artista – di un lavoro ben riuscito, ma anche la frustrazione degli inciampi (come in “rovine”) e la determinazione a ripartire (“Raccolgo cocci”). Guardo “Memorie di un luogo” e penso che l’arte è ciò che non si vede, perché arte è il processo creativo più che l’opera che ne deriva».



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