Gazzetta di Modena

Si legge “Utopia” di Tommaso Moro «Critica profonda alle diseguaglianze»

Alice Benatti
Si legge “Utopia” di Tommaso Moro «Critica profonda alle diseguaglianze»

Reading teatrale di Collegio San Carlo ed Ert sabato alle 21 e domenica alle 16 

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Alice Benatti

Dopo la riscoperta e la messinscena di “Operette morali” di Leopardi e di “Stati e Imperi della Luna” di Savinien Cyrano de Bergerac, Ert e Fondazione Collegio San Carlo tornano a teatro con il reading “Utopia” di Tommaso Moro. Il terzo capitolo di questa trilogia dedicata all’esplorazione del mondo della letteratura filosofica di età moderna, che rinnova la collaborazione fra due delle principali realtà culturali del territorio modenese, andrà in scena sabato alle 21 e domenica alle 16 nella cornice settecentesca del Teatro della Fondazione Collegio San Carlo.

È a partire dalla selezione dei testi curata da Carlo Altini, direttore scientifico della Fondazione Collegio San Carlo nonché professore di Storia della filosofia a Unimore, che il drammaturgo e poeta Fabrizio Sinisi ha creato una drammaturgia a cui daranno voce gli attori Simone Baroni, Simone Francia, Michele Lisi, Elena Natucci, Maria Vittoria Scarlattei, Cristiana Tramparulo, Jacopo Trebbi, Massimo Vazzana nella messinscena di Simone Francia.

«Utopia è uno dei libri più importanti del pensiero moderno – sottolinea Altini – è in quest’opera che Thomas More crea, di fatto, il termine utopia. Prima del 1516 questa parola, che poi ha avuto una grande fortuna, non esisteva. L’opera è divisa in due sezioni, la prima parte è una critica del proprio tempo, in modo particolare dell’Inghilterra ma in generale dell’Europa; la seconda parte, invece, è una descrizione di questa isola Utopia in cui, secondo l’immaginazione di Thomas More, si delinea la città ideale. Noi abbiamo scelto alcuni passi sia della prima che della seconda parte proprio per rispettare la struttura dell’opera, ma anche perché ci sembrava interessante far vedere come alcune critiche che More rivolge alla società del proprio tempo siano ancora attuali». Critiche che, cinquecento anni fa, avanza contro le diseguaglianze sociali, economiche e politiche ma anche, in tema di diritti civili, contro la pena di morte, il sistema carcerario e la tortura. «Nella seconda parte abbiamo poi selezionato quei passi che mostrano come la felicità di questa città ideale dipenda dall’abolizione della proprietà privata – spiega Altini - è un tema molto difficile da affrontare, però questa è la prospettiva che Thomas More mette sotto i nostri occhi cioè che le ingiustizie, le diseguaglianze e tutto ciò che nelle società attuali non funziona è dovuto all’eccessivo peso dato alla proprietà privata. Ecco allora che a Utopia la proprietà privata non esiste – conclude - questi sono i contenuti fondamentali dell’opera che noi abbiamo cercato di portare sulla scena grazie al lavoro teatrale in collaborazione con Ert».

Sarà dunque un reading denso di contenuti quello che Ert e Fondazione Collegio San Carlo porteranno a teatro questo fine settimana, in cui non mancheranno, però, elementi di leggerezza, ironia e divertimento.

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