Centro Studi Muratori solidarietà di sei pittori
Il ricavato dalla vendite al Servizio Diabetologico dell’USL Opere del Camponese, padre Romano e Boccaletti
MICHELE FUOCO
Gli artisti non si sottraggono a gesti di solidarietà. Così Milena Biondi, Stefano Grasselli, Anna Paglia, Sofia Pedotti e Oscar Piovosi, con a capo Germana Bartoli, hanno organizzato una mostra “La stanza dei doni” presso il Centro Studi Muratori, in via Castel Maraldo 19, dove presentano piccole opere che i visitatori possono acquistate ad offerta libera. Tutto il ricavato sarà devoluto al Servizio Diabetologico dell’Azienda USL di Modena. “Credo – sostiene la Bartoli, curatrice della mostra – che l’arte sia un veicolo eccezionale per tradurre emozioni e, di conseguenza, sia strumento d’eccellenza per condividere anche bisogni e speranze”. La mostra resterà aperta fino al 24 dicembre, dal venerdì alla domenica 16,30 -18,30.
Alle pareti i sei artisti mettono in risalto il loro modo di operare e temi diversi. Dominante è la figura femminile nelle opere, ad acrilico e collage, della Bartoli che coglie solitudine, segrete curiosità e un dialogo silente. “L’artista – scrive Cristina Boschini - ha il dono della sintesi, come i poeti, e ne conosce la folgorazione e la fatica: rendere il ritmo del sentimento, che è unico sostegno alla vita, in poche sillabe”. Sa dare importanza anche alle piccole cose della natura Milena Biondi, di Fiumalbo , che porta sulla scena danze di lucciole e profumo di argine. E’ l’ascolto della natura che rimanda a ricordi d’infanzia in montagna, quando si poteva cogliere la fragranza della vegetazione, delle cose anche più umili. La sua pittura si adegua alla dolcezza di quanto viene rappresentato. Spazia dalla pittura alla scultura, dal disegno all’incisione il reggiano Stefano Grasselli, il cui immaginario si fonda su figure di connotazione reale e surreale (uomo scimmia, grande ululato licantropo, il grande protettore, grande orso…). L’immagine è sempre ben salda nella sua struttura compositiva, affermando l’avvertito lavoro dell’autore.
E’ un invito a perdersi nel sogno, negli occhi, ciò che Anna Paglia esprime con i suoi dipinti. “E’una fuga oltre la realtà, liricamente nutrita – nota la Boschini - dalla reminiscenza e al contempo creata all’istante attraverso un gesto intenzionale immediato di ricerca”. La pittura oscilla talvolta verso aspetti informali. Porta il figurativo a declinazioni anche astratte Sofia Pedotti, lasciando sospeso il senso dell’opera. I suoi dipinti hanno pure un nome (caduta, cascata, rinascita…), che assume carattere “spiazzante” rispetto alla rappresentazione dell’immagine, concepita con rigorosa essenzialità di elementi, anche minimi. La giovane artista è stata selezionata, quest’anno,fra le 80 autrici presenti alla “Biennale Internazionale Donna” di Trieste. C’è un’aura metafisica nelle opere di Oscar Piovosi capace di cogliere la dimensione reale di viaggi (spazi urbani, mare, ponti), ma anche, scrive Guido Folco, “il fluire del tempo, quella sensazione di appartenenza alla vita che si prova nell’indagare e nello scoprire angoli di mondo e angoli di spirito”.
Nella Saletta si “celebra” il Natale con la natività, la Sacra Famiglia, la notte, l’adorazione dei pastori attraverso le opere pittoriche di Gian il Camponese, le terrecotte di Padre Romano Volpari e le ceramiche di Adriano Boccaletti, ma anche con le stampe originali (acqueforti, acquetinte, litografie) di autori del ‘700 e ‘800.
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