Gazzetta di Modena

grandi ritorni 

Quel ritorno dolceamaro nel mondo di Sex&thecity ora più al passo con i tempi

L.O.

3 MINUTI DI LETTURA





“Vedi quell’uomo? È il nuovo Donald Trump! Solo che è molto più giovane e bello!”. Vi ricordate questa frase? Facciamo un salto indietro nel tempo. Era il 6 giugno 1998 quando Samantha Jones presentava al pubblico a casa e alla sua amica Carrie Bradshaw il nuovo principe di Manhattan, Mister Big. Episodio 1. Stagione 1. “Sex and the city” era nato. Quella battuta non sarebbe stata che l’inizio di una serie tv durata sei anni, due film e un prequel destinata a cambiare per sempre il modo di raccontare le amicizie, il sesso, l’amore, la moda e New York. Cosa resta adesso, quasi un quarto di secolo dopo, di quel “Sex and the city?” Le ceneri, che si presentano sotto forma di “And just like that”, il sequel in dieci puntate che l’Hbo ha lanciato il 9 dicembre. Sono bastati i 45 minuti iniziali per spazzare via le basi delle nostre certezze acquisite in questi anni di fedeltà assoluta alla serie: Mister Big, Samantha e perfino le Manolo Blahnik! Il cahier des doleances inizia con Big. Può il grande amore di Carrie morire?

Decisamente no! Lo dice perfino la Borsa di New York, dove le azioni di Peloton, la cyclette su cui pedalava Big poco prima di avere un infarto, il giorno successivo alla messa in onda della puntata sono scese dell’11%. In sei stagioni abbiamo contato solo due funerali, di personaggi marginali, perché i lutti, le tragedie, a meno che non siano sentimentali, non si addicono a “Sex and the city”. Insomma il mondo di “Sex and the city” è glamour, la Grande Mela è brillante, Carrie è l’ultima moda e Mister Big è semplicemente The One. Adesso gli autori hanno cambiato idea e, complice la pandemia, l’ondata di revisionismo e il Me Too, questi ingredienti indispensabili vengono a mancare. Nel nuovo copione Samantha Jones, l’esuberante pr, amica fedele e quarto pilastro di una locandina iconica, si è trasferita a Londra e non parla più con le ragazze per vecchi conti in sospeso con Carrie. Per non parlare delle Manolo Blahnik, la scarpetta di cristallo di Cenerentola capace di trasformare ogni donna in una principessa, finite completamente fradice sotto la doccia! Quelle scarpe erano diventate l’oggetto del desiderio del grande pubblico femminile dopo averle viste camminare ai piedi di Carrie su e giù per le strade di Manhattan In realtà le Manolo devono il loro mito a un’altra persona: Candace Bushnell, l’autrice del libro “Sex and the city”. «Nella Grande Mela le scarpe che indossavi erano veramente importanti – ha spiegato la scrittrice – circolava voce che fossero la prima cosa che guardava il maître quando entravi in certi ristoranti per poi decidere che tavolo assegnarti!». Le Manolo rappresentavano uno status symbol. Tuttavia, se questo è il nuovo reality, la realtà di “Sex and the city” è anche peggio. Si toglie qualche sassolino dalla scarpa Patricia Field, l’ineguagliabile costumista della serie, che definisce il cast fin troppo esigente, in particolare Cinthia Nixon, Miranda, che «pensa di saper tutto, ma non sa niente». Kim Cattrall, la mitica Samantha, se n’è andata sbattendo la porta per questioni di cachet e e per Sarah Jessica Parker con la quale, ha dichiarato «non siamo mai state amiche». E, dulcis in fundo, piovono accuse di molestie sessuali su Chris Noth, Mister Big, da tre donne diverse per fatti risalenti al 2004/2015. Solo per il dubbio l’attore è già stato scaricato dalla serie “The Equalizer”. In questo nuovo mondo, come Trump, anche Big non va più di moda e così i fan della serie possono aggrapparsi a qualche pezzo iconico sopravvissuto al tritacarne: la baguette di Fendi, il marsupio di Gucci… troppo poco per creare l’empatia necessaria tra il pubblico e lo schermo.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google