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Arriva «Le Dame del Faubourg» per “21lettere” è tempo di classici

CRISTIANA MINELLI
Arriva «Le Dame del Faubourg» per “21lettere” è tempo di classici

Ripubblicato in Italia il libro di Jean Diwo, il best seller da un milione di copie  Tutto pronto anche per la seconda edizione del premio letterario “21 racconti” 

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CRISTIANA MINELLI

Per 21lettere è tempo di classici e sperimentazione. La casa editrice modenese ha infatti di recente messo a scaffale un classico della letteratura francese, «Le Dame del Faubourg» di Jean Diwo, pubblicato nel 1984, best seller da un milione di copie vendute, per la prima volta tradotto in italiano e, al contempo, sta lavorando alla seconda edizione del premio letterario «21 racconti» che assegnerà al vincitore un riconoscimento, in solido, di 2100 €. Il bando del concorso è pubblicato sul sito www.premio21racconti.it. Gli autori hanno tempo fino all’8 aprile per inviare i loro racconti inediti, di una lunghezza massima di 30.000 battute. Da un lato gli editi di successo, dall’altro gli inediti, con un’operazione editoriale, quella del concorso, costruita espressamente allo scopo di nobilitare un genere letterario lasciato un po’ ai margini dall’industria di specie, il racconto. Minimo comun denominatore dell’intera strategia il testo. Quello buono. Si comincia da un grande romanzo storico, che raccoglie la tradizione francese di Dumas e Victor Hugo dove invenzione e realtà vanno a braccetto lungo Rinascimento, guerre d’Italia, pandemie, persecuzioni religiose, fino alla prima scintilla della Rivoluzione. Scritto da un autore che ha cominciato a dedicarsi alla letteratura sulla soglia dei settant’anni, per trovare un’altra vita dopo aver perso la moglie, forse è un libro che deve la sua forza dinamica all’energia professionale della prima vita di Diwo, che ha cominciato a scrivere a Paris Soir per pagarsi gli studi e che poi è diventato uno dei principali reporter di Parigi e fondatore della rivista Télé 7 Jours di cui è stato direttore fino al 1981. Ambientato nel Faubourg Saint-Antoine – uno dei più antichi sobborghi di Parigi, regno di falegnami, mobilieri, ebanisti, «Le Dame del Faubourg» si ispira proprio alla storia di una famiglia di falegnami mobilieri. Col fagotto in spalla e il bastone da apprendista falegname, Jean Cottion arriva a Parigi in una giornata di sole, è il 1471 e Luigi XI siede sul regno di Francia. Qui la sua vita si intreccia con quella del maestro Pierre Thirion e con quella della Badessa Jean IV, madre superiora dell’Abbazia. Il racconto si snoda nei secoli e attraversa diverse generazioni di artisti e artigiani dando vita ad un’avvincente saga familiare. Sullo sfondo scene di vita quotidiana della Francia rinascimentale, l'organizzazione gerarchica dei sobborghi di Parigi, l’influenza e i rapporti fra politica e clero, le tensioni e le difficoltà del popolo, le simpatie e le antipatie fra nobili, le discriminazioni, le credenze, i luoghi comuni, le usanze e perfino l’alimentazione. Voilà, la grande storia di una nazione attraverso la più piccola – ma non meno significativa – storia della famiglia Cottion-Thirion. Sulla scena, un po’ alla volta, re, nobili e intellettuali, da Luigi XI a Luigi XIV, ma anche Caterina De Medici, Colbert e Voltaire; alti prelati come papa Urbano VIII e il cardinale di Toureno; grandi artisti come Gianbologna, Vasari e Pinturicchio; ma anche borghesi, militari, imprenditori, rivoluzionari. Alle donne è lasciato il compito di dar vita, un po’ alla volta, alla trama. Dominatrici o seguaci, sottomesse o liberate è a loro che Jean Diwo affida il compito di trainare la storia.

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