“Bagliori d’incendio”, Montella racconta le origini del fascismo
Una ricerca storica sui conflitti politici a Modena e provincia tra la Guerra di Libia e la Marcia su Roma. Giovedì la presentazione
MODENA. Incendio. Era questa una delle immagini che più di frequente venivano evocate, un secolo fa, per descrivere gli effetti dello scontro in atto tra le diverse fazioni politiche; uno scontro che stava travolgendo la città e la provincia di Modena. Sulle pagine dei giornali, nei documenti della Prefettura e della Questura, nelle aule dei Tribunali il fuoco ricorreva spesso come metafora di un mondo che stava finendo in cenere, per fare posto a qualcosa di nuovo, ancora indefinibile; ma la metafora del fuoco era potente perché traeva alimento dalla realtà del vissuto dei modenesi: agli incendi delle Camere del lavoro, delle leghe “rosse” e delle Case del popolo si rispondeva con il rogo dei fienili degli agrari.
È questo il tema di “Bagliori d’incendio. Conflitti politici a Modena e provincia fra Guerra di Libia e Marcia su Roma” (Mimesis), il nuovo libro dello storico e giornalista Fabio Montella che verrà presentato giovedì prossimo alle 17.30 in Sala Giacomo Ulivi, in via Ciro Menotti 137.
Il volume è l’ultima ricerca dell’Istituto storico di Modena, con la collaborazione della Fondazione di Modena, che in occasione del centenario della nascita del Partito fascista e della Marcia su Roma ha voluto approfondire, anche attraverso fonti inedite, il tema della violenza e delle origini del fascismo nel nostro territorio.
L’iniziativa sarà aperta dal sindaco di Modena Gian Carlo Muzzarelli e dalla direttrice dell’Archivio di Stato di Modena Lorenza Iannacci. L’autore dialogherà con Fabio Degli Esposti (Dipartimento di studi Linguistici e culturali Unimore) e interverrà Giulia Albanese (Università di Padova e membro del Comitato scientifico dell'Istituto nazionale Parri di Milano) che ha curato la prefazione del volume.
«In questa ricerca, durata diversi anni – dichiara lo storico Fabio Montella - ho cercato di liberarmi da ogni pregiudizio per capire realmente cosa sia stato l’avvento del fascismo a Modena e più in generale la violenza politica. Sono temi fondamentali per capire la storia del Novecento, ma sono stati anche poco indagati nel contesto locale. A me interessava capire soprattutto come, perché, ad opera di chi e con quali complicità un’intera società sia potuta precipitare in una spirale di violenza e come abbia fatto un movimento minoritario e tutt’altro che irresistibile come quello di Mussolini ad imporsi sugli apparati dello Stato e sugli avversari».
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