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È finita l’avventura tv per Lalo Cibelli: «Ora penso all’album il mio “Alibi perfetto”»

Il cantante modenese non ha passato l’ultima selezione: «The Voice Senior è stata comunque una bella esperienza»


16 gennaio 2022 Nicola Calicchio


Si ferma in semifinale la corsa di Lalo Cibelli alla trasmissione televisiva di Raiuno, “The Voice Senior”, in onda il venerdì sera. Il cantante di Savignano ha dimostrato tutta la sua bravura nell'interpretazione del brano di Diodato, “Che vita meravigliosa” apprezzata, oltre che dal suo coach Gigi D'alessio, anche da Orietta Berti, Clementino e Loredana Bertè.

Terminate tutte e sei le sessioni di Blind Auditions, le tradizionali "audizioni al buio" tipiche del programma, e superata la fase di Cut, per i concorrenti rimasti in gara è arrivato il temutissimo Knock Out, la semifinale di The Voice Senior, in cui solo tre concorrenti (su sei) di ogni squadra sono approdati alla finale prevista per la prossima settimana.

“Un vocione dal cuore caldo”, lo ha definito il coach Gigi D'Alessio, nel presentare l'esibizione di Lalo e degli altri due concorrenti nella seconda sfida a tre per conquistare l'ultimo posto utile. Scelta difficile per Gigi: «Io sono tanto orgoglioso dei finalisti che ho portato. Quest’anno abbiamo avuto una novità e me la voglio giocare fino in fondo: porto con me in finale Piero e Beatrice». Oltre al nostro rappresentante, il coach ha dovuto “sacrificare” anche Fabrizio Pausini, il papà di Laura.

«È stata comunque una esperienza bellissima – ha sottolineato Lalo Cibelli, dalla sua casa di Savignano – Una grande opportunità di farmi conoscere ad un pubblico più vasto. Non sono riuscito a capire alcune critiche di qualche coach. Io credo di aver proposto, sia nelle eliminazioni che nella semifinale, il meglio di me. Il mio è un lavoro molto delicato. Partecipare ad un gioco quando sei un cantante professionista è molto rischioso. Io so che meritavo di non essere escluso e di andare in finale».

È stata molta apprezzata l'interpretazione del brano di Diodato.

«In un mondo di facili sensazionalismi, ho scelto la cosa più difficile: interpretare dei brani intimi. “Futura” di Lucio Dalla e “Che vita meravigliosa” di Diodato sono canzoni non eclatanti e “appariscenti”, ma bisogna cantarle con intimità».

Soul, gospel, jazz e attore di opere teatrali. Lei è un artista completo. Non ha avuto timore di mettersi in gioco?

«Nel momento in cui ti iscrivi ad una competizione, devi sapere che vi sono anche dei rischi. A The Voice mi ha iscritto una mia amica e poi mi ha telefonato la produzione. Alla gara hanno partecipato artisti molto bravi che non sono giunti neppure in semifinale. La squadra di Gigi è in assoluto quella più competitiva. Magari con un altro coach sarei approdato alla finale. Questa è la crudeltà del gioco».

È vero che sta lavorando al suo nuovo album?

«Si intitola “Alibi perfetto” ed è arrangiato da Roberto Costa, storico collaboratore, produttore e bassista di Lucio Dalla. Contiene tre brani originali, come è nel mio stile, ed ho inserito anche tre famosi brani di Lucio: “Caruso”, “La casa in riva al mare” e “Tu parlavi una lingua meravigliosa”. Vi sono anche altre cover. Dovrebbe uscire a marzo, nel corso delle celebrazioni del decennale della scomparsa di Lucio».

Cosa le è rimasto dall'esperienza decennale con Lucio Dalla?

«Eravamo amici e ci stimavamo. Lui diceva che io ero la più bella voce soul italiana. Lui esagerava sempre».
 

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