Gazzetta di Modena

MOSTRA A MODENA FINO AL 31 GENNAIO 

Passerella al Centro Muratori per gli artisti del paesaggio

michele fuoco
Passerella al Centro Muratori per gli artisti del paesaggio

Esposte oltre sessanta opere, tra cui due ceramiche di Adriano Boccaletti Natura in primo piano e percorso tra i luoghi d’affezione e quelli della memoria

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michele fuoco

Il paesaggio come meraviglia dello sguardo, visione oltre il reale, espressione di luoghi interiori, stato d’animo: è quanto propone la mostra di 25 artisti, organizzata da Giancarlo Corrado al Centro Studi Muratori, in via Castel Maraldo 21A. Fatta eccezione per il compianto novese Adriano Boccaletti, maestro della ceramica, che nella materia terrosa crea le forme di una “ceppaia sul Po”, e sulla superficie di un vaso determina l’immagine di “primavera lungo il Po”, tutti gli altri artisti praticano la pittura attraverso tecniche e linguaggi differenziati.

Con un’analisi certosina e minuziose pennellate, sono il piccolo frutteto, la piccola rupe e l’albero solitario di Gianfranco Passoni. E non rinunciano ad una evidenza realistica l’Alpe e il lago di Tenno di Edda Bulgarelli, il paesaggio prealpino, al cui interno Spartaco ha collocato una natura morta, il paesaggio nella valle di Vincenzo Policarpo che alle vecchie case conferisce, invece, una struttura geometrica. Il linguaggio è in funzione dell’esperienza da comunicare nelle opere di Angela Maria Castagno di Soliera, che lavora anche come architetto. Se le sue case di campagna sembrano invitare ad un intervento di restauro, il materico progetto di costruzione di un parco a Parma fa riflettere l’osservatore sulla possibilità di rendere tridimensionale un quadro astratto di un grande maestro. Una sensibilità coloristica, con slanci inventivi manifestano Giuliana Costarella con l’opera “nella profondità del mare”, il reggiano Luigi Imbriale con i colori delle stagioni, Angelo Baldaccini con fioritura, spiaggia bianca e Marano, Mirella Biondi con danza di lucciole sull’argine, il reggiano Stefano Grasselli con tempesta nella laguna, e il cremonese Giordano Garuti con giardino sul laghetto. Il linguaggio assume connotazioni affettive, personali e rievocative con le lunghe spiagge verdi di Luciana Vassena, “Cinghio di mezzogiorno” e il campo aperto di Piero Pelloni, alcionari di Carmellina Arestia di Sassuolo, i dintorni di Gonzaga, lungo il Po e il gregge sull’Appennino di Giuseppe Fulvio Mauro di Crevalcore. Il linguaggio non perde mai concretezza e descrittività, con una organizzazione figurale che sa mantenere un prolungamento di ricordi, come mettono in luce il tramonto sull’Appennino e quello sul mare di Bice Ulmetti, barche a riposo, il respiro profondo del mare di Gabriella Buzzola, autrice anche di un “angolo del mio giardino”. Riesce a suggerire l’atmosfera incantata di Venezia Marta Cerchiari Marchioni con una scena su un canale, dove una gondola porta una maschera tipica del carnevale. Dipinti dalla gamma cromatica delicatissima sono i quattro quadri che Gian Il Camponese mette insieme con il titolo “un giorno ho sognato il giardino delle favole”, l’opera “serenità è un prato fiorito” di Maria Ottavia De Petri. Un sincero amore con la natura stabilisce il mantovano Riccardo Rinaldi con il suo paesaggio. Con una organica modulazione di forme si presenta la periferia a Torre del Lago di Mauro Stefanelli, come pure il viadotto alpino e il naufragio alpino del trentino Giovanni Soncini. Una vibrante tessitura di colori caratterizza foschia in Val Padana, temporale in campagna e il bosco del reggiano Gianpietro Ghidoni, mentre in una festosa ed elegante geometria, si offrono i paesaggi della memoria del modenese Marco Carretti. Aperta fino al 31 gennaio, dal venerdì a domenica 16-18.30.

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