Note di classica e riflessioni per riascoltare la Memoria
Gli amici della Musica aprono la stagione con l’ evento che ricorda l’Olocausto
MODENA. Sarà il ritrovato Concerto della Memoria e del Dialogo a dare il la al programma concertistico 2022 degli Amici della Musica di Modena.
L’appuntamento è per domenica al Teatro Comunale Pavarotti-Freni, alle 17,30 , con l’esibizione dell’Ensemble Zipangu, con Maurizio Baglini al pianoforte, Alberto Brini alla tromba e Fabio Sperandio direttore. La scelta del repertorio include musiche di Castelnuovo-Tedesco, compositore italiano di origine ebraica, Haas e Sostakovic, quest’ultimo vittima della violenta opera di censura da parte del potere politico sovietico.
Il tema della memoria è centrale in questo periodo di pandemia in cui si urla la parola “libertà” e si sfila in abiti da internati ad Auschwitz, secondo un paragone non solo storicamente errato ma anche offensivo per chi in quei luoghi di morte ci è stato davvero.
«Purtroppo stiamo perdendo le fonti di memoria orale e l’unica soluzione è costruire una sorta di archivio di ciò che è stato tramite i vari linguaggi culturali - ha commentato in proposito Andrea Bartolomasi- assessore alla Cultura del Comune di Modena - Le iniziative per la Giornata sono dislocate in tutta la città, anche in contesti di periferia, dove è importante che musica e cultura arrivino».
Il Concerto della Memoria ha avuto una storia travagliata: l’anno scorso a causa del Covid è stato annullato e nel frattempo il prof. Francesco Maria Feltri, uno dei massimi esperti di storia della Shoah è venuto a mancare. Quest’anno l’esecuzione è dedicata a lui.
«Non sarà una semplice rievocazione, ma l’ascolto di una pluralità di memorie, un dialogo. Non un rituale, ma uno stimolo a considerare le problematiche che la storia ci pone in modo vivo» ha commentato il maestro Aldo Sisillo, direttore del Teatro Pavarotti-Freni, ricordando che la musica non è sempre stata indice di piacevolezza, ma anche di dolore. In particolare il Concerto fa riferimento al campo di concentramento di Theresienstadt, nel quale transitarono artisti e intellettuali ebrei, tra cui molti musicisti. Ne parlerà il giornalista Roberto Franchini, autore del libro “L’ultima nota - Musica e musicisti nei lager nazisti”, che nel suo lavoro sonda il grande inganno di questo campo, che la propaganda nazista raccontava come “esemplare insediamento ebraico”.
«I nazisti tra ’43 e ’44 obbligarono l’attore e regista Kurt Gerron, internato nel campo, a registrare un documentario che ostentava un mondo falso, con immagini innocue e civili. Forse la promessa fu quella di aver salva la vita, ma sappiamo che non è andata così». Infatti dato il fermento internazionale, i nazisti decisero di rendere questo un “campo di rappresentanza”, col quale mostrare un’immagine dei campi di concentramento come d’un luogo felice e confortevolmente organizzato. «Il filmato seguiva una partizione musicale e si vedono alcuni tra i più celebri prigionieri di Theresienstadt, mentre tra uno spettacolo e una partita di calcio si costruisce in maniera posticcia un’atmosfera di ordine e pulizia che ricorda una colonia estiva, dato anche l’alto numero di bambini nel ghetto». Il documentario è noto anche come "Il Führer regala una città agli ebrei”. Gli artisti furono sfruttati per dipingere un’enorme bugia che fu definita “libertà”. La stagione degli Amici della Musica, prosegue poi come tradizione con un programma estremamente vario, con incursioni contemporanee portate in scena tramite due recital pianistici, i più “popolari” Beethoven, Mozart e Bach, ma anche esecuzioni rare e originali, come Bartok. Primi appuntamenti in ordine di tempo domenica 30 gennaio all’Hangar Rosso con “Alla gioia!” con il violino di Mauro Loguercio e il piano di Emanuela Piemonti. Domenica 20 febbraio, sempre all’Hangar Rosso Tiepido, il pianista Erik Bertsch. Tutto con il sostegno di Bper Banca, Fondazione di Modena e del Teatro Comunale (info e prenotazioni su www.amicidellamusicamodena.it).
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