Un positivo in compagnia slitta Drusilla
GENOVA. «Il mio lavoro è un urlo contro il surriscaldamento globale terrestre e i cambiamenti climatici. Ora sento il bisogno di far sentire e far vedere a tutti il rischio che corriamo se non abbiamo rispetto del creato e consapevolezza dei nostri comportamenti, ecco perché il colore rosso dei paesaggi». Sono le motivazioni della mostra che Gianni Mantovani presenta, fino al 29 gennaio, a Genova presso la storica Galleria UnimediaModern, diretta da Caterina Gualco. Ma l’artista di Concordia non rinuncia ad offrire una visione fiduciosa e speranzosa del creato, a rinnovare, anche nei titoli (i fiori sorridono, prima che venga il sole, sorgenti di vita, l’infinito delle forme…), i sentimenti, la bellezza della vita, i sogni. Il quadro, di contenuti naturalistici, viene dall’artista delineato e affettuosamente contemplato per la disciplina che lo sostiene e l’adesione alla realtà viva che si caratterizza attraverso una espressione fresca. L’immagine mantiene sempre un tono pacato e il significato risiede nella grazia leggera della figurazione che riesce a costruire un rapporto cordiale con la natura che l’artista guarda con uno sguardo sereno e fiducioso, anche se essa si adombra di tonalità rosse che sembrano lanciare l’allarme di violazioni subìte e di possibili nuovi disastri. Il pittore è capace di «attingere – sostiene Sandro Ricaldone nella nota critica - una semplicità superiore, consapevole, raggiunta sacrificando effetti di accidentale bellezza e compiacimenti virtuosistici”. E’ quanto accade nei “suoi suoi paesaggi essenziali e allo stesso tempo carichi d’intensità, scrutati con occhio fertile e affidati a un vocabolario scarno di sfondi monocromi percorsi da andamenti collinari e da avvallamenti curvilinei, da rette pianeggianti, da profili di case e di piante levate ad accarezzare il cielo».
Mantovani è stato docente di pittura e di disegno all’Accademia di Bologna, la stessa che ha frequentato, dopo il diploma all’Istituto Venturi di Modena. A 17 anni vince il concorso indetto tra gli studenti delle Accademie d'Arte Italiane tenuto presso il Palazzo dei Musei di Modena e successivamente partecipa, in rappresentanza dell'Accademia di Bologna, alla “Terza Mostra di Incisione” a Roma. La sua prima ricerca è orientata, alla metà degli anni ’80, verso l’astrazione in sintonia con il critico Giorgio Cortenova che teorizza l'“Astrazione arcaica”, presentandolo alla Pinacoteca di Macerata e alla Galleria Civica di Vicenza. Numerose le mostre anche in altre città. Negli anni '90 si appassiona all'Arte Tribale, e in modo particolare a quella africana. E sue opere di Arte Africana vengono esposte a Parigi, Genova e Milano, e pubblicate su libri e riviste in Francia, Inghilterra, Belgio e Usa. L’interesse per l’arte africana contribuisce, in modo significativo, ad accelerare una svolta creativa in nuove opere pittoriche che si caricano di immagini semplici e fantastiche. Paesaggi, fiori e natura vengono rappresentati attraverso forme primarie ed essenziali nutrendosi di memorie e di una visione sognante. Lungo l’elenco delle sue mostre personali e collettive, anche all’estero.
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