Gazzetta di Modena

IL GIORNO DELLA MEMORIA 

Viaggio ad Auschwitz nell’abisso del male Immagini e riflessioni di studenti vignolesi

Michele Fuoco
Viaggio ad Auschwitz nell’abisso del male Immagini e riflessioni di studenti vignolesi

Alla Biblioteca mostra, fino al 5 febbraio, con le foto del lager Sabato in Municipio un incontro con testimonianze e letture

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VIGNOLA.. Auschwitz: la sola parola evoca sgomento, terrore, l’intima indicibilità della profonda angoscia della fine dell’uomo. Il luogo è diventato, soprattutto da parte di giovani, studenti, meta di conoscenza di un periodo nerissimo della storia di tutti i tempi. E “un viaggio nell’abisso del male” hanno affrontato, in più occasioni negli anni preCovid, gli allievi delle scuole superiori di Vignola che, di Auschwitz, hanno colto, anche fotograficamente, aspetti della violenza e dell’odio a cui quei luoghi rimandano. Le loro immagini costituiscono, nella ricorrenza della “Giornata della memoria”, una mostra, a cura dell’Associazione culturale “Mezaluna”, di cui è presidente Paolo Grandi, allestita presso la Biblioteca Comunale Auris, che resterà aperta fino al 5 febbraio. Una rassegna, in collaborazione con L’università Popolare Natalia Ginzburg e l’A.N.P.I, e con il patrocinio del Comune, che si compone di una cinquantina di immagini, selezionate tra quelle scattate dagli studenti anche all’interno del museo del lager, e disposte in 18 pannelli, ognuno dei quali ne contiene tre. Una disposizione che permette una più attenta lettura delle fotografie che «ci restituiscono – nota Enzo Cioni, vicepresidente Associazione Mezaluna “ - i frammenti di una delle pagine più terribili della storia; testimoniano i segni e i luoghi di un progetto folle e bestiale, ma al contempo razionale, di annientamento di milioni di uomini in nome della superiorità razziale. Altre foto hanno ripreso la desolante, fredda vastità dei campi di sterminio o si sono soffermati su alcuni particolari come un fiore o una candela. A sottolineare poi la continuità della memoria, come una staffetta dal passato alle nuove generazioni, c’è l’immagine di una fiaccolata che esprime simbolicamente la pietà umana, l’empatia di giovani studenti, attoniti di fronte all’orrore ispirato da quel luogo. Alcuni pannelli della mostra appaiono sormontati dal filo spinato, segno tangibile del Lager, quasi un monito affinché tali atrocità non debbano mai più ripetersi in futuro».

Da qui il titolo della mostra “Un viaggio nell’abisso del male – immagini da Auschwitz per non dimenticare” che evidenzia il processo di annientamento, su vasta scala, dell’uomo attraverso meccanismi, talvolta anche occulti, di un progetto messo in atto nei campi di concentramento, dove radicata era la coscienza di vivere la morte, avvertita senza ribellione, nell’accettazione di qualsiasi condizione di sopravvivenza. I luoghi di Auschwitz determinano, in immagini di mestizia, lo spazio della paura, di interrogativi angoscianti, dell’esperienza del dolore, dell’orrore. E Cioni ricorda le parole di Primo Levi che nel libro “I sommersi i salvati” parla di un evento inaspettato, contro ogni previsione in Europa. “E’ avvenuto che un intero popolo civile seguisse un istrione la cui figura oggi muove al riso; eppure Adolf Hitler è stato obbedito ed osannato fino alla catastrofe. È avvenuto, quindi può accadere di nuovo, può accadere dappertutto… Non bisogna pensare alle SS, i nostri “aguzzini”,come a individui distorti , nati male, sadici, affetti da un vizio d’origine. Invece erano fatti della nostra stessa stoffa, erano esseri umani medi, mediamente intelligenti, mediamente malvagi: salvo eccezioni, non erano mostri, avevano il nostro viso, ma erano stati educati male…”. La visione di Auschwitz si sostanzia, da sempre, di un immesno dolore che impone un tacito rispetto e ci induce ad interrogarci sulla guerra, sempre “insana” nella sua logica, che con le sue stragi, con i suoi morti, non appartiene solo al passato, ma anche al nostro tempo. Tanti i motivi di riflessione che la mostra reca. Motivi che saranno affrontati anche nell’iniziativa che si svolgerà sabato 29 gennaio dalle 16 alle 19, nella Sala del Consiglio Comunale di Vignola, a cura del Gruppo lettura dell’Università popolare “Ginzburg”. Saranno riproposte testimonianze di deportati dai campi di concentramento nazisti. Verranno proiettate sul grande schermo immagini dei campi di concentramento e di sterminio, e contemporaneamente saranno letti a più voci brani e frammenti da lettere o diari di deportati, molti dei quali non hanno più fatto ritorno. Il prezzo più alto di vittime è stato pagato dagli ebrei, a cui si aggiungono prigionieri politici, internati militari nei Lager tedeschi, zingari,omosessuali, testimoni di Geova, portatori di handicap.



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