Al Teatro Pavarotti-Freni riparte la stagione lirica con il raro “Aroldo” di Verdi
MODENA. Torna l’opera al Teatro Comunale di Modena con l’Aroldo di Giuseppe Verdi con il tenore Luciano Ganci, il baritono Vladimir Stoyanov e il soprano Roberta Mantegna, l’Orchestra Giovanile Luigi Cherubini e il Coro del Teatro Municipale di Piacenza. Un progetto nato in coproduzione tra il Teatro di Piacenza con i Teatri di Ravenna e Modena per la riapertura del Teatro Galli di Rimini, per cui Giuseppe Verdi compose l’opera e dove andò in scena la prima assoluta nel 1857.L’opera,andò in scena per la prima volta il 16 agosto 1857, quando si erano da poco conclusi i lavori di costruzione dell’edificio progettato dall’architetto Luigi Poletti. Tra le tante opere scritte da Verdi nell’arco della sua vita per i più importanti teatri italiani e stranieri - Milano, Venezia, Parigi, Roma, Londra San Pietroburgo - Aroldo è l’unica opera che abbia debuttato sul palcoscenico di un teatro dell’Emilia-Romagna, e l’unica scritta espressamente per l’inaugurazione di un nuovo teatro in Italia. In quattro atti su libretto di Francesco Maria Piave, l’opera è in realtà il rifacimento dello sfortunato 'Stiffelio" andato in scena con assai tiepido successo nel 1850 e che aveva come tema lo scrupolo di coscienza di un pastore protestante che, tradito dalla moglie, non sa se ripudiarla o perdonarla nel rispetto del proprio impegno spirituale. Verdi non si rassegnò ad abbandonarla e nel 1857 la ripresentò, con l'aggiunta di un atto, al Nuovo Teatro di Rimini col titolo di 'Aroldo". Per evitare noie con la censura decise di trasportare l'azione nella Scozia del Duecento anche se in questa ambientazione la moderna psicologia coniugale alla base del soggetto perde ogni ragion d'essere.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google