tempo-libero

«Addio, Notre Dame»: Heron Borelli con Mumo va a caccia di nuovi talenti

Ha rinunciato al musical di Cocciante per dedicarsi alla sua scuola «dove crescere artisti del palcoscenico»


13 marzo 2022 PAOLA DUCCI


Modena. Nei giorni in cui riprende “Notre Dame de Paris”, il celeberrimo musical italiano con le musiche di Riccardo Cocciante dal successo planetario, il modenese Heron Borelli, uno dei protagonisti del memorabile primo cast che incantò il pubblico nei ruoli di Febo e Gringoire per ben dieci anni, ha deciso di rinunciarvi per dedicarsi sempre di più ad un grande progetto in città che da tempo sta portando avanti, dedicato a crescere dei veri e propri “performer”, ovvero artisti da musical che sappiano cantare, ballare e recitare, proprio come lui.



«La sera della prima, venerdì scorso ho telefonato a Jo Di Tonno, Lola Ponce e tutti gli altri colleghi che hanno scelto di ritornare in scena con questa nuova produzione - racconta Borelli- e ho augurato loro un immenso in bocca al lupo... Ma anche se la nostalgia e l’affezione per quell'incredibile spettacolo è immensa, non mi sono pentito di aver rinunciato. Credo profondamente nel rinnovamento e come artista ho preferito optare per altre produzioni, forse più piccole e meno importanti, ma che mi stanno dando grandissime soddisfazioni, in più sto continuando a portare avanti ciò che mi sta veramente a cuore: la formazione di giovani artisti».

E “Mumo arts accademy“ è il nome della scuola che Borelli ha creato ormai da tempo a Modena, ma che in piena pandemia si è trasferita nella nuova sede in strada San Cataldo 136. «Molto più grande ed efficiente della precedente – spiega Borelli – Noi ci occupiamo di formare giovani performer che siano in grado di fare musical senza però tralasciare la bellezza di stare insieme, in modo assolutamente inclusivo. Ecco perché la mission di Mumo non è solo quella di formare artisti e scoprire nuovi talenti, ma vogliamo soprattutto offrire la possibilità a chiunque lo desideri di fare arte. Nella nostra accademia non escludiamo davvero nessuno e uno dei valori che promuoviamo è quello dell'inclusione a 360 gradi. Se c'è un disagio, nostro compito è trasformarlo in punto di forza».

Tre sale prove grandi e funzionali e uno spazio idoneo per esibizioni con un piccolo pubblico è il valore aggiunte di questa nuova location in cui chi ama le arti del palcoscenico può iniziare a coltivare il proprio sogno.

«Alle sale di danza si aggiungono più spazi polifunzionali – specifica Borelli - in cui è possibile fare musica e cantare. Non manca nemmeno una piccola sala di registrazione, che noi chiamiamo “social” in cui gli alunni si divertono a realizzare mini video: ottimi strumenti per mettersi alla prova come cantanti e attori per poi aiutarli a diffondere la propria arte sui social in modo serio, professionale e adeguato. Ma il vero punto di forza della nostra scuola è la grande competenza, professionalità e umanità dei miei collaboratori: Alessandra Piga, Costanza Gallo e Simone Marchetti».

E se in Mumo non mancano nemmeno laboratori di scenografia e costumi, «proprio perché io vengo dalla vecchia scuola – puntualizza sorridendo Heron-– dove un performer deve saper fare tutto», l’idea di fondo è quella di apertura alla città, al territorio e al mondo.

«Domenica scorsa si sono svolti da noi i campionati provinciali del “Performer italian cap”, il primo campionato italiano di arti performative che ormai seguo da cinque anni sia come organizzatore provinciale che come giudice nazionale. Questo evento dà la possibilità a giovani talenti emergenti di vincere borse di studio a Broadway, contratti di lavoro con compagnie importanti e partecipazioni a programmi televisivi».

Infine a Mumo non si rinuncia nemmeno a fare rete: «Da sempre offriamo la nostre arte collaborando con le istituzioni del territorio – conclude l’artista - ma nello specifico, in questa ripresa post pandemia, abbiamo pensato di unire le forze facendo diventare la nostra accademia un luogo in città dove diverse associazioni che si occupano di arti dello spettacolo e benessere possono portare avanti le loro attività, purché in sinergia con noi e con la nostro stessi valori».
 

Gruppo SAE (SAPERE AUDE EDITORI) S.p.A, Viale Vittorio Alfieri n.9 - 57124 Livorno - P.I. 0195463049


I diritti delle immagini e dei testi sono riservati. È espressamente vietata la loro riproduzione con qualsiasi mezzo e l'adattamento totale o parziale.