tempo-libero

Trento, ...e finalmente torna Vasco che urla. "Pace, amore e musica" Trionfo davanti a 120 mila spettatori


21 maggio 2022 Andrea Marini


Trento «Benvenuti, bentornati, ben ritrovati: vivi, sani e lucidi.... Finalmenteee! Finalmenteeee!».
Sono da poco passate le 21,30 (mezz’ora di ritardo sul previsto: troppi spettatori ancora all’ingresso) quando Vasco rompe un “digiuno forzato” durato 1265 giorni; la lunga astinenza dal palco è terminata e il boato dei 120 mila nel catino della vallata di San Vincenzo di Trento gli fa quel pieno di “benzina emozionale” del quale ha bisogno come il pane. Vasco è tornato, è felice, e si vede, di essere di nuovo live, la sua dimensione naturale, e sembra volerlo ripetere in continuazione, come davanti alle telecamere nazionali appena sceso dall’elicottero che lo ha portato nel back stage.
 
 
Per questo ritorno ha preparato uno spettacolo che è una sorta di “concerto-riassunto” per recuperare il tempo che il Covid gli ha fatto perdere, e festeggiare, ma anche imprecare perchè la guerra alle porte dell’Europa sta rovinando il gusto della ripartenza e lo farà capire molto bene, con una scaletta che nel cuore dello spettacolo colpisce duro sul tema. Il palco e la produzione, confezionati per questo ritorno sono qualcosa di imponente e spettacolare al tempo stesso, di fatto la band si esibisce nel cuore di un maxi schermo ad altissima definizione che sembra quasi far entrareil pubblico tra le immagini, con video creati ad hoc per sottolineare i passaggi dei brani, dall’abile regia di Pepsy Romanoff, a completare il racconto del concerto.
 
 
Un concerto che si apre con il “manifesto” “XI comandamento” con cui Vasco dice che è tornato e che è “incazzato” al tempo stesso, di fronte all’evidenza di una grande ignoranza che ci circonda, che ci fa sentire impotenti, verrebbe da arrendersi, come dice ironicamente, in realtà invita a ignorare rimanendo “vivi e lucidi” nell’affrontare questo mondo che ci regala un problema dietro l’altro. Lo show si muove sul doppio binario: felici di essere ritornati ed è giusto feteggiarlo e cantarlo, ma arrabbiati per la serie di problemi: covid, guerra in testa e imbarbarimento umano del quale i social sono lo specchio più evidente.
 
Ma prima è giusto festeggiare. Si balla e si canta a squarciagola tra L’uomo più semplice che c’è, Ti prendo e ti porto via, Se ti potessi dire (debutto assoluto live, mai eseguita causa covid), Senza parole, Amore… aiuto (un pezzo dei rutilanti anni ottanta egregiamente ripescato) Muoviti!, La pioggia la domenica, (hit del momento) Un senso e quella L’amore, l’amore altro manifesto del nuovo album, sull’importanza dell’amare indipendentemente dal sesso dell’amato.
Una serie che mette subito in gran spolvero la novità della band: quella sezione fiati che dà un clima funky alla set list della rinascita, per far liberare emozioni represse in questi anni. E il pubblico non aspettava altro. L’entusiasmo è subito alle stelle, nonostante le ore sotto il caldo afoso ai piedi degli stupendi monti trentini, il popolo del Vasco risponde all’unisono, tanti cantano, ridono e piangono allo stesso tempo, increduli di essere finalmente a un concerto del loro cantante, preferito e idolatrato. Lui ripaga con uno spettacolo coinvolgente e una band in grande forma, in cui le due chitarre di Stef Burns e Vince Pastano si guadagnano alla grande la scena con assoli tiratissimi e Beatrice Antolini ha sempre più spazio. Clima da festa quindi, che è l’imprinting iniziale dello show.
 
La seconda parte è quella più amara, della serie:non si fa tempo a gioire che subito abbiamo un’altra grana, la guerra. Alla quale Vasco risponde a suon di rock duro con le canzoni che sembrano scritte oggi C’è chi dice no, Gli spari sopra, e quel “Tu ce l’hai con me” del nuovo album e l’intensa “Stupendo” con più di qualcuno che si commuove, nella bolgia del pit sotto il palco. Di fronte a tutto questo che fare? La sintesi arriva con “Eh già” sono ancora qua «e sono vaccinato con la terza dose...» “Siamo qui”: se siamo ancora qui ci vuole abilità e per continuare occorre resistere nonostante i nostri guai.
 
Messaggio rock che viene poi esplicitato chiaramente durante Sballi ravvicinati del terzo tipo: “Fuck the war, fanculo la guerra, fanculo la guerra, - grida Vasco tra le ovazioni dei 120 mila - E dopo il covid è arrivata la guerra, noi siamo contro la guerra, contro tutte le guerre, perchè tutte le guerre sono contro la civiltà, contro l’umanità. Tutte le guerre sono contro le donne,contro i bambini, contro gli anziani. La musica è contro la guerra».
 
Ma prima per non deprimerci troppo... Vasco riaccende la miccia dell’entusiamo con alcuni classici che fanno saltare l’arena nella vallata. All’altro inedito “Una canzone d’amore buttata via” («avevo una gran voglia di cantarla live...»)fa seguire “Rewind” con immancabile carrellata di seni al vento delle fans più disinibite, immortalate in cinemascope dal maxischermo, e l’ironica Ti taglio la gola
 
A questo punto della serata la potente e gioiosa macchina del rock “pompa” a pieno ritmo tra l’esplosione di luci spettacolari dei 1500 corpi illuminanti, e una potenza audio da 750 mila watt. E la band si permette anche un “cambio” per la gioia dei fans. Esce Andrea Torresani e al basso arriva l’amatissimo Claudio Golinelli “il gallo” guest star della serata.
 
Saranno le sue corde a dare il ritmo del pirotecnico finale che inizia con l’emozionate versione unplugged di Toffee, seguita dalla sempre toccante “Sally”contrappuntata sullo schermo dalla immagini di cinque donne di cinque nazionalità diverse. E a questo punto si arriva al finale, con fuochi d’artificio: i classici che se non li suona il pubblico non si schioda. “Siamo solo noi” “Vita Spericolata Canzone e “Albachiara” e stanchi ma felici i 120 mila iniziano il lungo e lento deflusso verso casa. Vasco vola in albergo e già pregusta le prossime tappe del tour: Milano il 24 e il grande ritorno a Imola il 28 maggio. Blasco è tornato.

Gruppo SAE (SAPERE AUDE EDITORI) S.p.A, Viale Vittorio Alfieri n.9 - 57124 Livorno - P.I. 0195463049


I diritti delle immagini e dei testi sono riservati. È espressamente vietata la loro riproduzione con qualsiasi mezzo e l'adattamento totale o parziale.